Produzione uva da tavola

L'uva italiana all'estero

L'Italia è il più importante produttore di uva da tavola anche se i suoi numeri sono in decrescita. La commercializzazione parte a giugno e si protrae direttamente fino alla fine dell'anno, con alcune annate particolarmente calde che consentono di commercializzare l'uva anche fino a gennaio. I dati sonno forniti direttamente dall'Istat, l'istituto nazionale di statistica, che ci indica anche nel mese di settembre il periodo di massima produzione. Qui vi è il periodo di maggiore consumo e anche commercializzazione, storicamente il periodo della vendemmia che forse suggerisce alla popolazione un consumo maggiore. Il consumo resta comunque forte per un paio di mesi, fino a scemare in dicembre. L'Istat fornisce tutti i dati anche nel dettaglio della produzione, e così sappiamo che l'Italia riesce a produrre più di 500 mila tonnellate di uva l'anno, in parte consumata localmente, in gran parte esportata all'estero. Solo il 10% rimane infatti in Italia, mentre 450 mila tonnellate se ne vanno sulle tavole di tedeschi, francesi e tanti altri. Si tratta di cifre di grandissima importanza a livello commerciale che fanno della viticoltura uno dei settori strategici del nostro paese. Come anticipato le cifre sono in diminuzione rispetto a dieci anni fa quando venivano esportate ben 700 mila le tonnellate, ridotte oggi dalla grave crisi economica che attanaglia l'Europa, dove si indirizza la maggior parte della commercializzazione destinata all'estero. L'esportazione comunque, nonostante il calo, rimane di grande rilevanza e l'uva affianca in questo business strategico le mele e i kiwi italiani, sempre al primo posto in Europa in queste tre produzioni.

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Le statistiche

Il nostro paese stabilisce dunque il primato di produzione e importazione per mele e uva da tavola, seguite a lunga distanza da Grecia e Spagna. La regione d’Italia protagonista di questa enorme produzione è la Puglia, in cui si realizza il 70% della produzione nazionale di uva da tavola. Al secondo posto troviamo la Sicilia che produce il 25% della produzione nazionale, mentre altre regioni come il Lazio e la Basilicata producono circa 20 mila tonnellate l'anno, e la Sardegna 10 mila. Il tutto si svolge su circa 70 mila ettari coltivati. La produzione è destinata per un quarto alla Germania, ghiotta appassionata del 25% dell'uva italiana. Poi ci sono la Polonia, che si prende un buon 15% di produzione e la Francia, con il 10% della produzione. Il 5% viene condiviso tra Spagna, Repubblica Ceca e Svizzera mentre un 4% viene consumato da Inghilterra e Russia. Poi sessanta paesi a spartirsi le briciole, di cui parecchi asiatici.


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Produzione uva da tavola: La produzione pugliese

In Puglia, dove risiede la maggior parte della produzione e dei campi coltivati, la risposta alle esigenze del mercato è sempre pronta sia per le richieste della quantità che per la rande qualità delle uve. Da sempre la Puglia è una regione particolare per la produzione di uva da tavola, ben più importante di quella da vino, dove i viticoltori hanno sempre un occhio per le innovazioni tecnologiche e sperimentano molti sottotipi per migliorare costantemente sia le rese che le qualità organolettiche. Qui risiedono importanti istituti di sperimentazione.


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