biancolilla

Olivo

Olivo Biancolilla

L'olivo Biancolilla è una cultivar siciliana che garantisce un olio di buona qualità ma un pochino scarso nelle rese.

di Redazione

30 giugno 2013

L'olivo Biancolilla

La Biancolilla è un cultvar di olivo caratteristica ed originaria della Sicilia, dove è presente dai tempi più antichi. In particolare è tipica della parte occidentale dell'isola, dove si segnala per le alte rese e l'ottima rusticità. Il nome indica la caratteristica drupa che da un colore verde pisello chiaro in età immatura diventa di un bel rosso vinoso acceso in maturità. A differenza di molte cultivar, l Biancolilla è autofertile e quindi non ha bisogno di impollinatori, anche se questi vengono comunque utilizzati spesso. Quelli più usati sono il Nocellara Messinese, il Tonda Iblea, Il Zaitun, il Nocellara Etnea e altri. Viene invece utilizzata come impollinatore del Nocellara del Belice consociandola sullo stesso terreno.

Caratteristiche

Il Biancolilla presenta una chioma espansa e una ramificazione sottile, pendente e lunga. È un ulivo che si trova a suo agio sui rilievi collinari di una certa altezza, anche a rischio idrico. Infatti sopporta benissimo la siccità, caratteristica importantissima in Sicilia. La rizogenesi è molto alta, e questo consente una produzione buona, comunque nella media. I tempi di fioritura sono anch'essi medi, ma i fiori segnalano numerosi aborti ma anche generosissime quantità di polline. Autocompatibile solo in parte, viene anche impollinato da altre cultivar dell'isola. Ha un'alta produttività ma del tutto irregolare. Anche l'allegagione è alta con circa 3-4 drupe per fiore. Le caratteristiche principali dei frutti invece risiedono in una polpa inconsistente che abbassa le rese in olio. In compenso il distacco con il nocciolo è molto semplice. I frutti presentano polpa poco consistente. La pianta ha un'ottima resistenza ai climi freddi ma presenta delle sofferenze alla rogna e alla mosca. Ne sono stati ottenuti diversi sottotipi. Fiorisce in maggio con circa 15-20 mignole per ramificazione che si presenta sempre corta. Le drupe maturano a grappoli in numero massimo di quattro ciascuno. Sono di colore chiaro e restano di queste tendenze anche in maturità , dove come detto diventano di un color rosso vino. È diffuso in provincia di Palermo, Agrigento. Messina, Catania e Ragusa.

L'olio

La produzione di olio risente molto dell'incostanza della pianta nelle rese. Si arriva ad un massimo del 18% di resa in olio, ma questa è comunque molto altalenante. Comunque la qualità è buona, con un olio dal colore chiaro, verdolino o giallo paglierino una volta affinato qualche mese. L'impianto olfatto-gustativo si allinea su gusti classici come quelli del pomodoro e della mandorla, del carciofo e dell'erba. Sempre un piccolo tocco piccante di retrogusto. Viene coltivata principalmente nelle provincie di Messina, Palermo,Agrigento, Catania e Ragusa.

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Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche distintive dell'olivo Biancolilla rispetto ad altre cultivar siciliane?
    L'olivo Biancolilla si distingue per essere una cultivar antica e tipica della Sicilia occidentale, nota per la sua eccellente rusticità e resistenza alla siccità, ideale per i terreni collinari. Una peculiarità unica è il colore della drupa: da verde pisello chiaro in fase immatura, vira in un intenso rosso vinoso a maturazione completa. Inoltre, pur essendo parzialmente autofertile, beneficia spesso dell'impollinazione incrociata con varietà come Nocellara Messinese o Tonda Iblea. La pianta presenta una chioma espansa e rami pendenti, adattandosi bene anche a zone con rischio idrico, garantendo comunque una produttività media-alta nonostante alcune irregolarità annuali.
  • Perché la resa in olio della Biancolilla è considerata bassa nonostante l'alta produttività fruttifera?
    Sebbene la pianta produca molti frutti, con un'elevata allegagione che porta fino a 3-4 drupe per fiore, la resa effettiva in olio rimane modesta, attestandosi generalmente intorno al 18% massimo. Questo calo è dovuto principalmente alla consistenza della polpa, che risulta essere inconsistente e povera di sostanza oleosa. Tuttavia, questa caratteristica facilita notevolmente il distacco della drupa dal nocciolo durante la raccolta meccanizzata o manuale, compensando parzialmente la minore resa percentuale con una gestione post-raccolta più agevole ed efficiente.
  • Come si presenta l'olio extravergine ottenuto dalla cultivar Biancolilla?
    L'olio derivato dall'olivo Biancolilla è di buona qualità, caratterizzato da un colore chiaro che varia dal verdolino al giallo paglierino dopo alcuni mesi di affinamento. Il profilo aromatico è classico e gradevole, spiccano note vegetali intense come quelle del pomodoro maturo, carciofo fresco ed erba tagliata, accompagnate da sentori di mandorla fresca. Al palato si evidenzia un leggero tocco piccante di retrogusto, tipico degli oli giovani e freschi. Nonostante le fluttuazioni nelle rese annue, il prodotto finale offre un equilibrio sensoriale apprezzabile, specialmente se raccolto tempestivamente.
  • In quali province siciliane è maggiormente diffusa la coltivazione della Biancolilla?
    La coltivazione dell'olivo Biancolilla è storicamente radicata e predominante nella parte occidentale della Sicilia. È ampiamente diffusa nelle province di Palermo, Agrigento, Trapani (sebbene non menzionata esplicitamente nel testo, è area tipica, ma ci atteniamo al testo: Messina, Catania e Ragusa sono citate). Il testo specifica la presenza significativa nelle province di Messina, Palermo, Agrigento, Catania e Ragusa. Questa distribuzione geografica riflette la sua adattabilità ai climi locali e la sua importanza economica per gli olivicoltori di queste aree, dove rappresenta una delle varietà principali insieme ad altre colture autoctone come il Nocellara del Belice.
  • Quali sono i principali punti di forza e debolezza fitosanitaria della pianta?
    I punti di forza della Biancolilla includono un'ottima resistenza alle condizioni climatiche avverse, in particolare alla siccità e ai freddi invernali, rendendola robusta e adattabile. Presenta inoltre un'alta capacità di rizogenesi, favorendo la vitalità della pianta. Tuttavia, la cultivar mostra alcune vulnerabilità specifiche: è soggetta a sofferenze causate dalla rogna dell'olivo, una malattia batterica, e subisce attacchi significativi dalla mosca olearia. Questi fattori richiedono una gestione attenta in campo per proteggere la salute della pianta e garantire la qualità del frutto, bilanciando la sua naturale rusticità con interventi mirati contro questi patogeni specifici.

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