Olio di oliva

Acidità olio d'oliva

L'acidità degli oli è fondamentale per determinare la qualità. Più l'acidità è bassa infatti, e più la qualità si alza.

di Redazione

19 dicembre 2013

L'acidità negli olio

L'acidità nell'olio è molto importante non solo per questioni di elementi benefici all'interno dell'olio, ma per la classificazione stessa degli oli e della stessa raccolta delle olive. Per quel che riguarda la classificazione degli oli questi vengono decisi in base alla quantità di acido oleico. Per l'olio extravergine d'oliva questo deve essere al massimo di 0,8 g per 100 g, per l'olio vergine d'oliva 2 g per 100 g, per l'olio d'oliva e per l'olio di sansa di oliva di 1 g per 100 g. Chiaramente questi non sono gli unici criteri di classificazione ma solo quelli che coinvolgono l'acidità. Questa a sua volta dipende anche dal tipo di raccolta che viene effettuata che incide spesso sulla freschezza del frutto e quindi appunto sulla conservazione o meno dell’acidità. La raccolta in genere si fa stendendo delle reti intorno all'albero facendo poi cadere, o attendendo che cadano, i frutti dall'albero. Per gli oli extravergine di oliva non si attende la caduta delle olive in quanto una maturazione eccessiva fa perdere la necessaria acidità alle olive. Anche le olive poi possono cadere in giorni molto diversi tra loro, con un lungo tempo tra le prime e le seconde, e quindi generare olive dalle caratteristiche diverse.

La raccolta e l'acidità

Per consentire il giusto grado di acidità alle olive, per gli oli più pregiati e di nicchia, quelli con un'acidità molto bassa, la raccolta viene effettuata manualmente, con l'operazione della brucatura sulla pianta, per mezzo di scale. Per oli pregiati ma certamente più commerciali la raccolta scelta è quella meccanica. La raccolta meccanica è indispensabile nella grande industria, in quanto quella manuale è utilizzabile solo per i piccoli appezzamenti di terreno, mentre per quelli estesi invece i tempi sarebbero troppo espansi nella raccolta manuale.

L'acidità nelle fasi successive

Le olive poi devono essere lavorate al frantoio ne più breve tempo possibile, sempre per non alterare le condizioni e le caratteristiche dei frutti. L’acidità è il fattore decisivo per conoscere la qualità dell'olio attraverso il contenuto di acido oleico. Più basso è questo contenuto, maggiore sarà la qualità. L'acidità è il risultato del rilascio di acidi grassi. Per conoscerne i valori si devono effettuare delle analisi di laboratorio, molto semplici tanto che vengono svolte direttamente dall'azienda nei suoi frantoi. Questa trasformazione degli acidi grassi si deve all’idrolisi dei gliceridi che compongono l'olio alla fine della trasformazione insieme ai trigliceridi composti da glicerina e acidi grassi. Gli acidi grassi che non riescono a combinarsi con la glicerina per formare i trigliceridi sono quelli che determinano l'acidità dell'olio.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza di acidità tra olio extravergine, vergine e di oliva?
    La classificazione dell'olio d'oliva si basa principalmente sui grammi di acidità libera per 100 grammi di prodotto. L'extravergine d'oliva, il più pregiato, deve avere un'acidità massima di 0,8 grammi; il vergine d'oliva sopporta fino a 2 grammi; mentre l'olio di oliva e quello di sansa hanno un limite superiore di 1 grammo. Questi valori sono fondamentali per identificare la categoria commerciale del prodotto, poiché indicano indirettamente la salute delle olive e la delicatezza del processo di estrazione.
  • Come influisce il metodo di raccolta sull'acidità finale dell'olio?
    Il metodo di raccolta è cruciale per mantenere bassa l'acidità. Per gli extravergini di alta qualità, si preferisce la raccolta manuale (brucatura) per evitare danni alle olive e garantire che vengano raccolte nel momento ottimale di maturazione. La raccolta meccanica, usata per produzioni più grandi, può causare abrasioni che accelerano l'ossidazione. Inoltre, lasciare cadere le olive dagli alberi aumenta l'acidità perché una maturazione eccessiva o un contatto prolungato col suolo degradano i frutti prima della spremitura.
  • Perché è fondamentale macinare le olive rapidamente dopo la raccolta?
    Le olive devono essere lavorate al frantoio nel minor tempo possibile per preservarne le caratteristiche chimiche. Se le olive restano accumulate o stazionarie, subiscono processi di fermentazione e degradazione che aumentano il rilascio di acidi grassi liberi, alzando così il valore di acidità. Una lavorazione rapida garantisce che gli acidi grassi rimangano legati alla glicerina sotto forma di trigliceridi, mantenendo l'olio fresco, stabile e di elevata qualità organolettica.
  • Cosa determina chimicamente l'acidità nell'olio d'oliva?
    L'acidità è determinata dalla presenza di acidi grassi liberi nell'olio. Chimicamente, l'olio è composto da trigliceridi (glicerina + acidi grassi). Durante la conservazione o se le olive sono danneggiate, avviene un processo chiamato idrolisi: i legami tra glicerina e acidi grassi si rompono. Gli acidi grassi che non riescono a ricombinarsi rimangono liberi e vengono misurati come acidità. Quindi, un alto livello indica una maggiore degradazione o stress della materia prima durante la raccolta o lo stoccaggio.
  • È possibile misurare l'acidità direttamente in casa senza laboratorio?
    No, la determinazione precisa dell'acidità richiede analisi di laboratorio specifiche, solitamente effettuate dai frantoi stessi tramite titolazione chimica. Non esistono metodi casalinghi affidabili per quantificare i grammi di acidità per 100 grammi. Tuttavia, i consumatori possono valutare indirettamente la qualità assaggiando l'olio: un extravergine di buona qualità ha generalmente acidità bassa (<0,8%), risultando fruttato, con note di amaro e piccante, mentre un olio difettoso o vecchio avrà sapori piatti o sgradevoli.

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