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Torchio idraulico

Aggiornato il 27 dicembre 20114 capitoli5 domande frequenti
torchio idraulico

La gestione delle risorse

Molto spesso, quando ci si trova davanti a una bottiglia di vino, si ha l’impressione di avere di fronte un oggetto come un altro, certo buono da gustare ma in fondo semplice da ottenere. Ebbene, tra tutte le falsità e le stupidaggini che è possibile pensare e affermare a proposito del vino, questa merita probabilmente, un posto speciale. Tutto si può dire del vino, tranne che sia facile da produrre. O meglio, come ogni cosa, lo si può produrre anche senza impegno e senza aspettare i tempi necessari, ma alla fine quello che verrà fuori sarà solamente un infimo surrogato del vino vero e proprio. Per produrre il vino come si deve occorrono requisiti e competenze che abbiamo chiarito in appositi capitoli, qui ci soffermiamo maggiormente sulla strumentazione necessaria per portare a compimento l’opera di vinificazione. Quando si pensa di produrre del vino e ci si applica all’espletamento di questa missione, si tirano giocoforza in ballo strumenti tra i più disparati. Occorrono oggetti di piccole e grandi dimensioni che ci aiutano a lavorare comodamente e ci consentono di raggiungere i nostri obiettivi senza fatica. Ma tra tutti i macchinari impegnati in ambito di vinificazione, quello veramente propedeutico è il torchio, per eccellenza la macchina che consente di schiacciare l’uva.

Tipologie di torchio

Il torchio viene tirato in ballo successivamente alla pigiatrice, a cui viceversa spetta il compito della prima spremitura. Dopo questa fase, le uve, ancora umidicce e pregne di succo e polpa, vengono inserite all’interno del torchio, dove si procede ad ulteriori spremiture. Il numero varia a seconda delle esigenze e a seconda della tipologia dell’uva. Se ci si rende conto che dopo due torchiature, le uve sono ancora succose e possono ancora dare soddisfazione, si può andare avanti. Altrimenti è meglio fermarsi. Anche se siete profani in ambito vinicolo, vi sarà capitato almeno una volta nella vita di imbattervi in un torchio. Si tratta di un macchinario antichissimo, introdotto nella notte dei tempi: l’uomo ha compreso l’importanza di uno strumento capace di fare pressione in maniera costante e decisa al fine di ottenere il massimo dall’uva, ed ha introdotto questo strumento variabile nelle dimensioni, ed anche nella tipologia. Quando si parla di torchio vinario, si allude al torchio classico in legno, caratterizzato dalla forma di una botte ma animato nel bel mezzo da un pistone filettato su cui gira il cilindro chiamato ad applicare pressione sull’uva. Se è vero che questo è il primo oggetto che viene alla mente quando si parla di torchio e di vendemmia, è altrettanto vero che in commercio non esiste un solo tipo di torchio, ma ce ne sono parecchi.

Il torchio idraulico

Innanzitutto, è opportuno sottolineare che, se state pensando di dilettarvi nella produzione del vino, non dovete per forza acquistare un torchio nuovo, ma rivolgendovi presso i negozi e i giusti punti vendita potrete trovarne anche di usati. In enologia, e in fisica, una delle varianti più conosciute ed apprezzate è nota con la denominazione di torchio idraulico. A onor del vero, va sottolineato che si tratta più di un argomento di studio tra i banchi dei corsi di scienze, che di un oggetto caro agli appassionati di viticoltura, che comunque non possono non conoscerne il funzionamento. Per quanto riguarda la struttura, il torchio idraulico è costituito generalmente da due cilindri chiamati a contenere un liquido (solitamente olio o vino), e collegati tra di loro da un tubo di gomma, lungo e rigido, sebbene capace di piccole deformazioni. Abbiamo pocanzi sottolineato l’importanza nella fisica a proposito delle argomentazioni sul torchio idraulico, perché ad esplicare chiaramente il funzionamento dello stesso, è proprio il teorema di uno degli scienziati più famosi del mondo: Blaise Pascal. Fu lui il primo a rendersi conto che la pressione esercitata su uno dei due cilindri si trasmette, passando attraverso il tubo di gomma, automaticamente all’altro cilindro. Va da sé che un ruolo di fondamentale importanza nel completamento di questa azione è svolto dal tubo, che in molti casi può anche essere rivestito di acciaio. Un altro elemento che caratterizza chiaramente il torchio idraulico è la versatilità: contrariamente a quanto si possa pensare, non stiamo parlando d uno strumento dedito unicamente all’enologia. Questo oggetto fa capolino anche in altri ambiti agroalimentari: lo si utilizza per produzione dell’olio ma anche per portare a termine particolari esperimenti scientifici volti allo studio delle caratteristiche dei liquidi.

Informarsi prima dell'acquisto

Tuttavia, recandosi presso un negozio specializzato nella vendita di strumenti per la vinificazione, potrete acquistare un torchio classico come un torchio idraulico, a seconda delle vostre esigenze e del tipo di uva che dovete lavorare, anche se non mancano coloro che a queste due tipologie ne preferiscono una terza, quella che per eccellenza consente di risparmiare tempo e fatica: il torchio elettrico. Scegliete il negozio giusto e, prima di procedere all’acquisto, fatevi una bella panoramica del torchio che fa per voi.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il torchio classico in legno e il torchio idraulico?
    La differenza sostanziale risiede nel meccanismo di applicazione della pressione e nei principi fisici coinvolti. Il torchio classico in legno, di origine antica, utilizza un pistone filettato manuale su cui ruota un cilindro per comprimere meccanicamente le uve. Al contrario, il torchio idraulico sfrutta il principio di Pascal: la pressione esercitata su un fluido contenuto in un circuito chiuso si trasmette integralmente a tutto il sistema. Questo permette di generare forze di compressione enormi e costanti con minore sforzo fisico umano, garantendo una spremitura più uniforme e controllata, ideale per estrarre il mosto di qualità senza stritolare i raspi.
  • Come funziona tecnicamente il torchio idraulico secondo il principio di Pascal?
    Il funzionamento si basa sulla trasmissione della pressione nei fluidi. Il dispositivo è composto da due cilindri collegati da un tubo rigido, contenenti un liquido (spesso olio o vino). Quando si applica una forza su uno dei pistoni, la pressione generata si trasmette istantaneamente e senza perdite attraverso il liquido fino al secondo cilindro. Grazie alla diversa superficie dei pistoni, è possibile moltiplicare la forza: una piccola pressione applicata manualmente genera una pressione enorme sul gruppo d'uva. Questa tecnologia assicura una pressatura dolce ma efficace, fondamentale per evitare l'estrazione di tannini aspri dai vinaccioli.
  • È necessario usare un torchio dopo aver già utilizzato una pigiatrice?
    Sì, le due macchine svolgono funzioni complementari e distinte nel processo di vinificazione. La pigiatrice ha il compito primario di rompere gli acini d'uva per rilasciare il succo iniziale, operando una prima spremitura delicata. Successivamente, le uve ancora umide e ricche di polpa vengono trasferite nel torchio. Qui avviene la fase di estrazione finale del mosto rimasto intrappolato nelle parti solide. Senza il torchio, si perderebbe una quota significativa di liquido prezioso. Il numero di cicli di torchiatura dipende dalle caratteristiche dell'uva e dalla quantità di mosto residuo desiderato.
  • Il torchio idraulico è utilizzato esclusivamente per la produzione di vino?
    No, nonostante la forte associazione con l'enologia, il torchio idraulico è uno strumento versatile impiegato in diversi settori. Oltre alla vinificazione, è comunemente usato nell'industria alimentare per la spremitura delle olive nella produzione dell'olio extravergine. Inoltre, data la sua natura meccanica e fisica, trova applicazione in ambito scientifico per esperimenti legati alle proprietà dei fluidi e alla statica. Esistono inoltre versioni elettriche progettate specificamente per ottimizzare tempi e fatica in contesti produttivi professionali, confermando la sua adattabilità a diverse esigenze operative.
  • Quale tipo di torchio conviene scegliere per un hobbyista o una piccola cantina?
    La scelta dipende dalle esigenze specifiche e dal volume di lavorazione. Per chi cerca tradizione e controllo totale, il torchio classico in legno offre risultati eccellenti ma richiede più fatica fisica. Il torchio idraulico rappresenta un ottimo compromesso tra efficacia e riduzione dello sforzo, garantendo una pressatura uniforme grazie alla tecnologia Pascal. Chi invece prioritizza la velocità e vuole risparmiare tempo e fatica, potrebbe orientarsi verso il torchio elettrico. È consigliabile valutare il budget, considerando che esistono ottime opzioni usate, e analizzare il tipo di uva da lavorare per selezionare la macchina più adatta.

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