olio di uva

Curiosità uva

Olio di uva

L'olio di semi d'uva viene prodotto in piccole quantità, a causa delle basse rese fornite dai vinaccioli. Le proprietà benefiche sono comunque numerose.

di Redazione

06 aprile 2013

Cos'è

L'olio di uva è un olio che deriva dai vinaccioli, come vengono chiamati i semi all'interno degli acini. I sei possono essere ottenuti dallo scarto delle vinificazioni, o anche utilizzati appositamente comprando delle uve, anche se questa pratica è piuttosto rara, in quanto aumenta i costi di produzione. I vinaccioli utilizzati provenienti dagli scarti riguardano in genere la vinificazione dei bianchi, in cui il seme viene eliminato per non apportare eccessivo colore, e quindi sfruttato solo in parte senza provocarne il danneggiamento. Nei vini rossi invece i vinaccioli sono generalmente una parte essenziale della vinificazione, mentre nei vini bianchi la prassi è quella di una spremitura molto leggera, con l'eliminazione quasi immediata delle vinacce. I semi così ancora integri possono essere utilizzati per la produzione di olio da nutrizione o di bellezza, in quanto contenente proprietà benefiche per la pelle e l'organismo. L'olio di semi di uva è un prodotto di nicchia, a causa dell'elevata quantità di semi necessaria e quindi anche dei costi di produzione. Servono infatti 50 kg di semi per ottenere un solo litro d'olio, con conseguenze per le rese, nonostante i grandi volumi di uve lavorate dalle aziende vitivinicole. Questa soluzione permette di abbassare i costi, ma non risolve il problema quantitativo. È quindi un prodotto difficilmente reperibile sul mercato, sia quello alimentare che cosmetico.

La lavorazione dei semi

La lavorazione dei semi per la produzione di olio è relativamente semplice, così come il loro approvvigionamento, in gran parte proveniente dalle aziende vinicole. Alcuni produttori di olio preferiscono l'utilizzo di uve fresche non passate per la vinificazione, ma questo fa mancare quel risparmio fornito dallo scarto. I semi di tutte le piante contengono una certa percentuale di sostanza grassa, da cui si ricavano oli di diverso genere, ma sempre con scopi alimentari e cosmetici. Non fanno eccezione quindi i semi dell'uva, che vengono lavorati esattamente come gli altri. I vinaccioli vengono quindi semplicemente sottoposti a pressatura per estrarre queste sostanze grasse e i principi officinali in esso contenuti. La pressatura consente di disgregare le molecole interne al seme, in modo che questi possa rilasciare le varie parti grasse, in cui verranno a confluire anche le molecole benefiche.

Le proprietà benefiche

L’olio di semi di uva conserva molte delle proprietà benefiche già presenti negli acini e nel vino, ma in forma più integra rispetto alla bevanda, aggiungendo anche alcuni elementi non presenti a causa della vinificazione e dell'eliminazione delle vinacce. Uno degli elementi principali contenuto nell'olio è acido linoleico, presente in alte dosi. L'acido linoleico è un acido grasso appartenente agli Omega 6, un gruppo di grassi molto utili all'organismo. A questi grassi si vanno ad aggiungere i tradizionali elementi dell'uva, in particolare i polifenoli, potenti antiossidanti capaci anche di sostituire in parte le carenze di vitamina E che l'olio di uva segnala a differenza degli oli vegetali classici. Le proprietà benefiche dell'olio di uva vengono sfruttate sia in campo alimentare che cosmetico, dove in particolare si sfruttano le possibilità antiossidanti per il contrasto ai radicali liberi. Poi vi sono le proprietà idratanti fornite dai flavonoidi, dal fosforo e dal calcio.

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Domande frequenti

  • Perché l'olio di semi d'uva è così raro e costoso rispetto ad altri oli vegetali?
    La scarsa disponibilità e il prezzo elevato derivano principalmente dalla bassissima resa produttiva. Sono necessari circa 50 chilogrammi di vinaccioli (semi d'uva) per ottenere soltanto un litro di olio. Questo processo richiede grandi quantità di materia prima, rendendo la produzione economicamente svantaggiosa se non si utilizzano gli scarti della vinificazione. Inoltre, poiché i semi sono spesso compromessi durante la fermentazione dei vini rossi o eliminati precocemente per i bianchi, reperire semi integri in quantità sufficienti è complesso, limitando l'offerta sul mercato.
  • Quali sono le principali differenze tra l'olio di semi d'uva e l'olio extravergine d'oliva?
    Le differenze sostanziali risiedono nella fonte botanica e nella composizione chimica. L'olio di semi d'uva proviene dai vinaccioli, residui della spremitura dell'uva, mentre l'extravergine d'oliva deriva dalla spremitura diretta delle olive. Chimicamente, l'olio di semi d'uva è ricco di acido linoleico (Omega-6) e presenta livelli significativi di polifenoli e vitamina E, grazie alla conservazione integrale dei composti dell'uva. Al contrario, l'olio d'oliva è prevalentemente composto da acidi grassi monoinsaturi (come l'acido oleico). Entrambi hanno proprietà antiossidanti, ma il profilo nutrizionale e gli usi culinari o cosmetici possono variare notevolmente.
  • In quali ambiti si utilizza l'olio di semi d'uva e quali benefici offre?
    Questo olio trova impiego sia in ambito alimentare che cosmetico, sfruttando le sue proprietà benefiche. In cosmesi, è apprezzato per la sua azione idratante e antiossidante, utile per contrastare i radicali liberi e proteggere la pelle grazie ai flavonoidi, al fosforo e al calcio. Nell'alimentazione, contribuisce all'apporto di Omega-6 essenziali per l'organismo. Rispetto al vino, l'olio concentra in forma più integra molti principi attivi dell'uva, compensando parzialmente le carenze vitaminiche tipiche di altri oli vegetali, in particolare per quanto riguarda la vitamina E.
  • Come avviene il processo di estrazione dell'olio dai vinaccioli?
    Il processo di lavorazione è relativamente semplice e simile a quello utilizzato per altri oli vegetali. I vinaccioli, recuperati principalmente dagli scarti della vinificazione dei vini bianchi (dove i semi rimangono integri), vengono sottoposti a pressatura meccanica. Questa fase è cruciale perché disgrega le molecole interne al seme, permettendo il rilascio delle sostanze grasse e dei principi officinali in esse contenuti. L'obiettivo è estrarre il grasso naturale senza alterarne le proprietà benefiche, ottenendo un olio grezzo che poi può essere raffinato o utilizzato direttamente a seconda della destinazione d'uso.

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