Olioevino.org · guide e consigli pratici
Spumante · Cantine spumante

Spumante Moscato

Aggiornato il 26 settembre 20264 capitoli5 domande frequenti
uva moscato

Moscato da Nord a Sud

Italia: paese di santi, poeti, navigatori. E viticoltori, perché se c’è un ambito in cui il Belpaese può ritenersi al primo posto, questo è sicuramente l’enologia. Regione che vai, vino che trovi, usanze enogastronomiche differenti e vitigni eccezionali tutti da scoprire. Al Nord dominano Barolo, Sangiovese e Nebbiolo, il Sud è la patria dell’Aglianico, della Malvasia, del Moscato. Proprio quest’ultimo è, a ben vedere, uno dei vitigni più famosi ed utilizzati in ambito nazionale, per la produzione di vini di differente qualità, ma anche di spumanti tutti da scoprire. Lo spumante Moscato è senza dubbio uno dei prodotti che meglio rappresentano l’Italia a livello internazionale, e viene prodotto soprattutto nella parte settentrionale del paese, dove la tradizione spumantistica è più radicata. Tuttavia, facendo qualche passo indietro fino all’origine di questo vitigno, ci accorgiamo che proviene nientemeno che dalla Magna Grecia: come avvenuto per tante altre specialità, da qui i coloni lo portarono nel Sud Italia in tralci o semi, e di lì a poco ebbe inizio una delle diffusioni più fortunate di sempre. Lo troviamo citato anche dai Romani in epoca antica e per quanto riguarda l’etimologia del suo nome, deriva dal latino muscum (muschio), afferente al profumo intenso e all’aroma strutturato che contraddistingue queste uve.

Un grande spumante da un vitigno antichissimo

Contrariamente a quanto si possa pensare, le uve Moscato sono disponibili in natura in diversi colori e varietà: esistono uve Moscato bianco, ma anche uve Moscato giallo, nero e rosa. Ciascuna di queste uve dà alla luce un vino diverso, ma tutti sono caratterizzati da proprietà organolettiche eccezionali. Nella fattispecie, ci soffermeremo, tanto per cominciare, sulle uve Moscato Bianco, coltivate praticamente in tutta Italia per dar vita a vini bianchi fermi o frizzanti, ma anche ad ottimi spumanti. Il vitigno Moscato Bianco ha una consistenza media e foglie pentagonali e penta-lobate; oltre a fare capolino sulle vigne di tutto il paese, dà il meglio di sé nelle province di Cuneo e Alessandria: da queste parti proviene infatti l’amatissimo Moscato d’Asti. Se il Trentino-Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia sono la patria del Moscato Rosa, da cui vede la luce uno dei migliori spumanti rosati italiani, in Sicilia, Sardegna e Veneto si coltivano in maniera intensiva le uve Moscato Giallo. Unitamente al vitigno Moscato Bianco, quello giallo è di gran lunga il più adatto alla lavorazione per l’ottenimento di vino spumante. Da non trascurare, rimanendo in Piemonte, il Moscato d’Acqui, da cui si ottengono un vino rosso strutturato, ma soprattutto uno spumante dolce ed estremamente gradevole.

Moscato dell'Oltrepo pavese

Insomma, ci troviamo di fronte ad uno dei prodotti naturali più buoni e rappresentativi del nostro paese: le uve Moscato fanno la gioia della tavola e guarniscono l’ambito enologico nostrano con delle vere e proprie perle. Lo Spumante Moscato viene prodotto in tutte le regioni d’Italia, e presenta caratteristiche eterogenee ma interessanti. Tra i migliori, a livello nazionale, c’è sicuramente quello prodotto nella zona dell’Oltrepo pavese, uno dei punti di riferimento per la viticoltura italiana. Questo spumante vanta un bel colore giallo paglierino acceso e vivace, animato da riflessi dorati. All’olfatto è fresco, giovane, gradevolissimo e ricorda vagamente il profumo della salvia. In bocca è assolutamente delicato, ma al contempo vanta una fragranza e un corpo cari ai grandi vini spumanti. Dà il meglio di sé quando servito ad una temperatura compresa tra i 5 e i 7 gradi centigradi.

Lo Spumante Moscato d'Asti

Tuttavia, per toccare con mano il meglio del connubio tra le bollicine e le uve Moscato, bisogna raggiungere il Piemonte, in particolare l’astigiano, ed abbracciare alcune tra le bottiglie più buone e famose che l’enologia italiana abbia mai conosciuto. Sono bottiglie che con il passare del tempo sono divenute sinonimo di festa ed armonia ed hanno fatto capolino su tutte le tavole italiane durante le occasioni speciali. Sono le bottiglie di Spumante Moscato prodotte dalla Martini, l’azienda enologica italiana più famosa nel mondo. “Magici Istanti” è, probabilmente, uno dei nomi più familiari agli italiani in ambito spumantistico, perché con esso si identifica un’ottima varietà di spumante prodotta dalla Martini. Si tratta di un prodotto contraddistinto da un gusto piacevole e delicato, animato da alcune note amarognole. Alla vista presenta un colore chiaro ed un perlage finissimo: al naso vanta un profumo marcato e la dolce essenza di pesca selvatica. Lo ritroviamo sui tavoli degli aperitivi, su quelli delle cene tra amici, ma soprattutto in accompagnamento ad ottimi desserts. Tuttavia, c’è chi lo ritiene perfetto per gli abbinamenti con secondi piatti a base di pesce e crostacei. Servitelo ad una temperatura compresa tra i sei e gli otto gradi centigradi, e non ve ne pentirete.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali varianti del vitigno Moscato utilizzate per produrre spumante?
    Il vitigno Moscato offre diverse varianti cromatiche, tra cui il Moscato Bianco, Giallo, Nero e Rosa, ognuna capace di generare profili organolettici distinti. Per la produzione di spumante, le varietà più impiegate sono il Moscato Bianco e il Moscato Giallo. Il Moscato Bianco è diffuso in tutta Italia, specialmente in Piemonte (province di Cuneo e Alessandria), mentre il Moscato Giallo è coltivato intensivamente in Sicilia, Sardegna e Veneto. Entrambi si prestano eccellentemente alla vinificazione in metodo classico o Charmat, garantendo bollicine fresche e aromatiche. Il Moscato Rosa, tipico del Trentino-Alto Adige e del Friuli, produce invece spumanti rosati di alta qualità.
  • Come si presenta un Moscato dell'Oltrepo Pavese e quali sono le sue caratteristiche sensoriali?
    Lo Spumante Moscato dell'Oltrepo Pavese si distingue per un colore giallo paglierino acceso e vivace, spesso arricchito da riflessi dorati. Al naso, offre un profilo olfattivo fresco e giovane, con note aromatiche che ricordano vagamente la salvia. In bocca, il vino risulta delicatamente strutturato, mantenendo una fragranza e un corpo piacevoli, tipici dei grandi spumanti. Per esaltare appieno queste caratteristiche organolettiche, è fondamentale servirlo a una temperatura controllata tra i 5 e i 7 gradi Celsius. Questa specifica area viticola piemontese rappresenta un punto di riferimento nazionale per la qualità e l'eterogeneità dei suoi prodotti.
  • Cosa caratterizza lo Spumante Moscato d'Asti prodotto da Martini, noto come 'Magici Istanti'?
    Lo Spumante Moscato d'Asti, celebre esempio rappresentato dal marchio Martini con la linea 'Magici Istanti', è un'icona dell'enologia italiana, associato a momenti di festa e convivialità. Visivamente, si presenta con un colore chiaro e un perlage finissimo. L'aroma è marcato e dominante, caratterizzato dalla dolce essenza di pesca selvatica, mentre il gusto è piacevole e delicato, talvolta con lievi note amarognole. Questa combinazione lo rende versatile: ideale per l'aperitivo, perfetto con i dessert, ma sorprendentemente efficace anche in abbinamento a secondi piatti di pesce e crostacei, purché servito tra i 6 e gli 8 gradi Celsius.
  • Qual è l'origine storica del vitigno Moscato e cosa significa il suo nome?
    Le origini del vitigno Moscato risalgono all'epoca della Magna Grecia, quando i coloni greci introdussero questa pianta nel Sud Italia, diffondendola successivamente in tutto il territorio nazionale. La sua presenza è documentata già in epoca romana. L'etimologia del nome deriva dal termine latino 'muscum', che significa muschio. Questo riferimento etimologico sottolinea la caratteristica principale del vitigno: un profumo intenso e strutturato, simile all'odore del muschio, che conferisce alle uve e ai vini derivati una personalità aromatica unica e immediatamente riconoscibile, distinguendolo dagli altri vitigni a bacca bianca.
  • Dove vengono coltivate le principali tipologie di Moscato in Italia?
    La coltivazione del Moscato è diffusa su tutto il territorio italiano, con focalizzazioni specifiche per ciascuna variante. Il Moscato Bianco predomina in Piemonte, specialmente nelle province di Cuneo e Alessandria, dando vita al famoso Moscato d'Asti e al Moscato d'Acqui. Il Moscato Rosa è tipico delle zone settentrionali come Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Il Moscato Giallo, invece, trova il suo habitat ideale nelle regioni centrali e meridionali, in particolare in Sicilia, Sardegna e Veneto. Questa distribuzione geografica riflette l'adattabilità del vitigno a diversi microclimi, permettendo la creazione di spumanti dalle sfumature regionali distinte.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche