L'ipertensione
L'ipertensione, detta anche ipertensione arteriosa, viene definita dalla medicina una patologia clinica in cui si sviluppa una elevata pressione sanguigna nelle arterie, con il risultato di avere tutta la circolazione interessata, e di conseguenza un aumento dei carichi di lavoro per il cuore. Questo rende la patologia una criticità da tenere sempre sotto osservazione, attraverso due misure principali, la sistolica e la diastolica, collegate alla contrazione (sistole) e al rilassamento (diastole) del muscolo cardiaco tra due battiti. La condizione normale prevede una pressione sistolica compresa tra i 100 e i 140 mmHg mentre per quel che riguarda la diastolica i valori sono compresi tra i 60 e i 90 mmHg di diastolica. Viene considerata un'ipertensione se vi è una pressione costantemente pari o superiore ai 140/90 mmHg. Vi sono due tipi di classificazioni nell'ipertensione dell'ipertensione che sono la primaria (essenziale) e la secondaria. Alla prima classificazione appartengono la stragrande maggioranza dei casi, tra il 90 e il 95%, che sono considerati casi che non hanno patologie scatenanti il problema ma sono dovuti al normale invecchiamento e ad alimentazione sbagliata. La secondaria invece trova le sue cause in altre patologie, renali, arteriose, cardiache o endocrine. L'ipertensione primaria invece potrebbe causare patologie connesse al sistema cardiocircolatorio, e in particolare scatenare infarti al miocardio, ictus, insufficienze cardiache ed aneurismi, oltre che provocare danni ai reni in modo permanente. In termini di aspettativa di vita questo significa una sua riduzione, ed è quindi importante ridurre i fattori di rischio, partendo proprio da alimentazioni sbagliate, con diete squilibrate, e da stili di vita estremi, oppure troppo sedentari. Dei semplici cambiamenti negli orari, spesso scombinati specialmente tra i giovani, e nel cibo ingerito, possono migliorare di molto la pressione arteriosa e allungare la vita. Non a caso le popolazioni più a rischio sono quelle che non seguono regimi alimentari e di vita equilibrati, che si nutrono troppo spesso nei fast food e che ingeriscono pochi alimenti freschi e vegetali. Altri soggetti a rischio sono quelli con vita troppo mondana, assidui frequentatori di locali notturni e grandi bevitori di alcool, oppure consumatori di droghe vasodilatatrici.
I dati
La situazione più grave è infatti nei paesi più industrializzati dove il tipo di vita è sedentario e l'alimentazione oramai affidata ad un genere di cucina poco sana, veloce e ricca di grassi. Addirittura oggi il 26% della popolazione al di sopra dei 18 anni soffre di questa patologia, colpendo il 3,4% degli uomini e il 6,8% delle donne nei paesi piu “poveri”, mentre la percentuale sale vertiginosamente in Occidente, con il 68,9% della popolazione maschile colpita e il 72,5% di quella femminile, record stabilito in Polonia, dove l'alimentazione è particolarmente grassa a fronte di uno stile di vita che sta sempre più somigliando a quello dell'Europa occidentale. I dati negli Stati Uniti invece parlano di un aumento consistente dalla rilevazione del 1994 con il 24% della popolazione colpita (circa 43 milioni) al 30% attuale. Comunque l'ipertensione può essere tenuta sotto controllo anche con terapie farmacologiche oppure naturali. Nel primo caso ci si rivolge quando alimentazione e fitoterapia si rivelano inefficaci a risolvere una situazione critica. Anche qui i più colpiti sono i ceti dalle condizioni economiche più disagiate, che non possono permettersi cibi freschi e genuini ma devono accontentarsi dei più economici ma nocivi cibi pronti.
Le cure con l'olivo
L'olivo può venire in aiuto nel caso di ipertensione attraverso gli infusi a base delle sue foglie. Consumare questi infusi rappresenta un ottimo modo per abbassare la pressione in modo naturale. Gli infusi a base d'acqua infatti sono generalmente vasodilatatori e ipotensivi, con azione efficace per abbassare la pressione massima ed equilibrare quella minima. Sono inoltre dei rilassanti delle fibre muscolari e dei broncodilatatori. Per preparare un infuso naturale per combattere l'ipertensione con le foglie di olivo prendetene circa 20 grammi e lasciatele macerare in mezzo litro di acqua bollente. Quindi berne tre tazze al giorno, a stomaco vuoto. L'infuso è molto utile anche come febbrifugo, utilizzato fin dall'antichità. Oggi la medicina moderna ha scoperto che questi infusi sono degli ottimi disintossicanti e diuretici. Ma l'elemento interessante per l'ipertensione è l’oleuroposide che agisce sul metabolismo del rame, metallo presente negli enzimi che controllano la pressione arteriosa. Le foglie di ulivo oggi si possono trovare essiccate in erboristeria. Inoltre si trovano preparati anche come tintura madre oppure sotto forma di estratti di gemme. Il gemmo-derivato va versato nella dose di 50 gocce in mezzo bicchiere d'acqua e bevuto tre volte al giorno.
Domande frequenti
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Quali sono i benefici specifici delle foglie di olivo per chi soffre di ipertensione?Le foglie di olivo contengono oleuropeina, un composto attivo che agisce positivamente sul metabolismo del rame. Poiché il rame è essenziale per gli enzimi che regolano la pressione arteriosa, l'assunzione di derivati fogliari aiuta a mantenere i livelli pressori entro range sani. Inoltre, questi preparati esercitano un'azione vasodilatatrice, rilassando le pareti dei vasi sanguigni e riducendo il carico di lavoro per il cuore. Hanno anche proprietà diuretiche e disintossicanti, favorendo l'eliminazione dei liquidi in eccesso, fattore chiave nel controllo dell'ipertensione.
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Come si prepara correttamente un infuso di foglie di olivo per abbassare la pressione?Per preparare un infuso efficace, occorrono circa 20 grammi di foglie di olivo secche. Versatele in mezzo litro di acqua appena portata a ebollizione. Lasciare in infusione per qualche minuto per permettere il rilascio dei principi attivi. Si consiglia di bere tre tazze al giorno, preferibilmente a stomaco vuoto, per massimizzare l'assorbimento. È fondamentale utilizzare foglie essiccate acquistate in erboristeria per garantire purezza e sicurezza, evitando il prelievo spontaneo da alberi trattati con pesticidi.
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Esistono alternative agli infusi, come le tinture madri, per assumere estratti di olivo?Sì, oltre agli infusi, è possibile utilizzare tinture madri o estratti di gemme di olivo, disponibili in erboristeria. Questi concentrati offrono una modalità di assunzione pratica e dosata. Per l'utilizzo della tintura madre o dell'estratto di gemme, la posologia standard prevede di sciogliere 50 gocce in mezzo bicchiere d'acqua. Questa soluzione va consumuta tre volte al giorno. Le tinture madri permettono un assorbimento rapido dei principi attivi, risultando spesso più comode per chi ha difficoltà nel preparare quotidianamente gli infusi tradizionali.
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Quali sono le cause principali dell'ipertensione e quanto è diffusa la patologia?L'ipertensione primaria, responsabile del 90-95% dei casi, deriva principalmente da invecchiamento fisiologico, alimentazione scorretta (ricca di grassi e povera di vegetali) e stili di vita sedentari. L'ipertensione secondaria, meno comune, è causata da altre patologie renali, cardiache o endocrine. I dati epidemiologici mostrano un'incidenza crescente nei paesi industrializzati, dove fino al 72,5% delle femmine e il 68,9% dei maschi in alcune nazioni occidentali ne soffrono. Lo stile di vita occidentale, caratterizzato da fast food e alcol, aumenta significativamente il rischio rispetto alle popolazioni con diete tradizionali equilibrate.
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Quando è necessario ricorrere alle terapie farmacologiche invece che a rimedi naturali?I rimedi naturali, come gli infusi di olivo, sono utili come coadiuvanti per gestire lievi forme di ipertensione o per prevenire l'insorgenza della patologia attraverso cambiamenti nello stile di vita. Tuttavia, le terapie farmacologiche diventano indispensabili quando l'ipertensione raggiunge valori critici (costantemente superiori a 140/90 mmHg) o quando dieta e fitoterapia si rivelano insufficienti a controllare la pressione. In questi casi, i farmaci sono necessari per prevenire complicanze gravi come infarti, ictus e danni renali permanenti. Il medico deve sempre valutare la gravità clinica per stabilire il percorso terapeutico appropriato.


