Vino bianco liguria

La Liguria è una delle regioni meno estese dell’Italia, è una sottile striscia di terra compresa tra mare e alti rilievi. Ha la forma di un vero e proprio arco che si estende per circa 270 kilometri, dalla Francia meridionale, punto estrema ad ovest della regione e la Toscana, altro punto estremo ad est. La regione al di là della sua scarsa estensione, che non è assolutamente una nota di demerito, presenta un territorio alquanto complesso. In pochi kilometri quadrati si concentrano Alpi, Appennini, colline e una costa variegata. Via via che si allontana dal mare e si sale in altitudine, sulle colline, è lì che troviamo le tipiche coltivazioni a terrazza in cui tra le varie colture sono presenti anche oliveti e ovviamente viti. I terrazzamenti rendono possibile la coltivazione anche laddove il territorio non lo permetterebbe. Questo sistema è senza dubbio positivo in quanto permette lo sviluppo di un settore, ... continua

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        prosegui ... , quello primario, che altrimenti sarebbe potuto evolversi. D’altro canto, però, la raccolta e la cura delle viti è senza dubbio più difficile rispetto a dei tradizionali vigneti. L’estrema vicinanza al mare, poi, della fascia collinare fa si che le viti coltivate nell’entroterra ligure possano beneficiare di un clima temperato e crescere in condizioni climatico - territoriali favorevoli.

        Secondo alcune fonti, la Liguria non sembra avere una tradizione vinicola molto antica. Se poniamo che regioni come la Campania o il Lazio affondano le proprie radici enologiche al tempo dei romani o addirittura dei greci, potremmo affermare tranquillamente che la Liguria è una regione relativamente giovane nell’ambito della produzione di vini. Nel I secolo A.C, infatti, lo storico Diodoro Siculo affermava che in “Liguria né olivo né vite ma solo foreste” e continuava dicendo che si trattava di una “terra inaccessibile a Cerere e Bacco". Ammesso che sia così, è comunque a partire dal medioevo che è stato possibile dimostrare la presenza di viticolture in terra ligure, ne fa parole persino Petrarca nell’opera “Africa”. Questo relativo ritardo è chiaramente dovuto all’impervio territorio quasi totalmente montuoso, dove molto spesso le rocce cadono a strapiombo sul mare. Dinanzi ad uno scenario del genere, di grande suggestione, ma allo stesso tempo, estremamente ostile all’intervento umano, è comprensibile che l’agricolture e con essa anche la vitivinicoltura si sia sviluppata leggermente più tardi, quando vi è stato qualche avanzamento delle tecniche agricole. Le difficili condizioni ambientali, in realtà, incidono molto anche attualmente. La qualità del vino non è assolutamente intaccata, anzi si producono degli ottimi vini sia rossi che bianchi, ma la scarsità e la difficoltà di coltivazione delle terra fa si che la produzione vinicola ligure sia molto limitata in termini di quantità. Addirittura sembra che ultimamente molte aree che in passato erano riservata alle viti sono state utilizzate per la floricultura.

        Al di là di ogni tipo di difficoltà, la Liguria presenta vari tipi di vigneti sia autoctoni che alloctoni distribuiti su diverse aree vitivinicole collocate all’interno dei confini della regione. Tra i vitigni autoctoni è indispensabile menzionare la Bianchetta Genovese nel Tigullio in provincia di Genova e la Lumassina nell’area di Savona. Oltrea a questi vi sono altri vitigni divisi tra quelli a bacca nera e a bacca bianca. I vitigni a bacca bianca più diffusi nella regione sono il Vermentino e il Pigato, mentre quelli a bacca nera sono il Rossese e l'Ormeasco.

        Le zone di maggiore importanza dal punto di vista della produzione di vini sono l’area del ponente che va approssimativamente da Ventimiglia a Genova in cui si trovano le maggiori produzioni vinicole specializzate in Vermentino, Moscato bianco e Bianchetta genovese, mentre nell’area di Levante che va da La Spezia a Genova troviamo produzioni di Sciachetrà, il Pigato e così via. Oggi in Liguria vi sono sette tipologie di vino a marchio DOC, ma ancora nessuna ha ricevuto il marchio DOGC. Tra le DOC figurano i rossi Rossese di Dolceacqua DOC, l’ Ormeasco di Pornassio, mentre nella categoria dei bianchi sono inclusi lo Sciachetrà DOC, le Cinque terre DOC, il Pigato d’Albenga e il Vermentino Diano Castello.

        Facendo un rapido excursus sui vini rossi liguri che non sono oggetto di analisi in questa sezione, per i quali si rinvia all’apposita area “vini Rossi”, ci si limiterà a dare delle informazioni generali. Per quanto riguarda il Rossese Dolceacqua DOC, questo vino è stato il primo della regione a ricevere il marchio DOC. esso viene prodotto nell’area di Genova e Savona. Ogni anno se ne producono poche bottiglie, infatti è un vino abbastanza raro che fu addirittura apprezzato da Napoleone. Si racconta che l’imperatore francese acconsentì ad utilizzare il suo nome per riferirsi a questo vino in sostituzione del nome originale, che tutt’ora è utilizzato. I produttori del posto però, non fecero alcun cambiamento, essendo molto orgogliosi del proprio prodotto. Un’altra leggende che ruota attorno a questo vino è che si racconta che Bernabò Doria prima di ogni battaglia navale lo offrisse al proprio equipaggio per dare loro maggiore coraggio. L’altro rosso della Liguria, l’Ormeasco di Pornassio è un vino rosso prodotto dalla spremitura delle uve Dolcetto. Si tratta di un vitigno piemontese che però è arrivato fino in Liguria dove il particolare clima temperato e la conformazione del territorio gli ha dato un carattere tutto personale. Molto probabilmente questo vitigno è stato portato dai Saraceni durante l’epoca medievale per poi adattarsi bene all’ambiente e essere arrivato fino ai giorni nostri.

        Passando ora ai maggiori vini bianchi ci si occuperà di individuare quelli più rappresentativi della regione, illustrandone le caratteristiche e le zone di produzione.

        Lo Sciachetrà DOC è prodotto nella zona delle Cinque Terre, laddove le aree coltivate si organizzano su terrazzamenti a ridosso sul mare. Questo vino tra quelli liguri è probabilmente il più famoso e il più apprezzato in Italia e all’estero. Questo nome così particolare ha un origine non proprio certa. Uno dei primi a indicare questo vino con il nome Sciachetrà è stato il pittore Telemaco Signoriniche, parlando della sua vita passata all’interno di un’opera di memorie scrive ” in settembre, dopo la vendemmia, si stendono le migliori uve al sole per ottenere il rinforzato o lo sciaccatras”. Da queste parole emerge anche la tecnica utilizzata per la produzione di questo vino. Le migliori uve si stendono al sole in quanto si tratta di un vino passito, ottenuto dall’appassimento dei frutti all’aria aperta. Per questo vino vengono utilizzati vitigni Bosco, Albarola e Vermentino, secondo le percentuali stabilite dal disciplinare. Esso si presenta alla vista con un colore giallo dorato leggermente ambrato, ha un profumo fruttato estremamente gradevole e il sapore è dolce tendente verso il secco.

        Un altro prodotto tipico della Liguria è il Cinque terre DOC, prodotto sulla splendida costa Levante, in quella zona in provincia di La Spezia che da il nome a questo ottimo vino, le Cinque Terre. La zona di produzione coincide con quella dello Sciachetrà con cui condivide il titolo di miglior vino ligure. Il Cinque Terre DOC si presenta con un colore giallo paglierino che può essere più o meno carico, ha un odore delicato e un gusto molto gradevole. Per sentire al meglio tutta la sua fragranza si consiglia di assaggiarlo in accompagnamento a piatti di pesce, anche piuttosto salati, pasta, focacce e crostacei.

        Il Pigato d’Albenga è prodotto nella zona che va dalla piana di Albenga alla Valle dell`Arroscia, in provincia di Savona, sulla riviera di Ponente. Si tratta di un vitigno arrivato in Liguria probabilmente dalla Grecia . il nome Pigato potrebbe essere di derivazione latina e starebbe per "picatum", ovvero vino aromatizzato con pece. Questo vino ha un colore giallo paglierino limpido, un profumo estremamente fruttato tanto che è possibile avvertire tracce di albicocca, pesca ma anche miele e fiori. Il sapore è secco ma molto caldo leggermente amarognolo. Un vino del genere deve essere consumato correttamente perché un buon abbinamento culinario fa si che i sapori e gli odori possano amplificarsi tra loro. La cucina locale è sicuramente la più indicata. Vi si possono abbinare vari tipi d pasca: dalle trofie alle lasagne, al riso, dalle zuppe alle salse passando per piatti a base di pesce.

        Il Vermentino è un vitigno da cui sono nati molti dei vini liguri a marchio Doc tra cui si possono ricordare il Riviera Ligure di Ponente, il Val Polcevera, il Golfo del Tigullio e il Colli di Luni. L’origine di questo vitigno, anche conosciuto con il nome di Malvasia Grossa, è ancora oggi incerto. Una scuola di pensiero reputa che sia originario della Spagna, dell’Aragona ma non ne sono state trovate tracce attualmente, altri credono che sia sempre originario della Spagna ma dell’Andalusia per poi essere esportato prima in Francia e poi in Liguria. Tra i vini derivanti da questo vitigno uno dei più conosciuti in Liguria è il Vermentino della Riviera di Ponente prodotto appunto sulla riviera di ponente, precisamente nell’area della provincia di Savona. Il vitigno da cui deriva ha bisogno di un climna temperato per la sua crescita dunque questa è l’unica area della liguria in cui è maggiormente presente. Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche, alla vista si presente con un colore giallo paglierino molto intenso, il profumo è anch’esso deciso si sentono chiaramente note di pesca e di fiori. Il gusto è secco ma morbido e molto corposo. Un vino così deciso ha bisogno dei giusti abbinamenti in cucina, per cui è bene prendere nota e accertarsi di non commettere errori nel servizio per non compromettere il gusto di questa bevanda. È estremamente indicato con pesce, patate e molte altri piatti tipici della cucina ligure.

        Esplorare le cantine migliori di questa regione significa anche fare un viaggio attraverso un paesaggio impervio e in molti casi ostile. Si potrà ammirare come l’uomo ha cercato di “domare” la natura o meglio ha cercato di adattarsi ad essa senza soccomberle. Le migliori cantine liguri, in molti casi, organizzano anche itinerari eno – gastronomici e di degustazione o ancora visite ai propri vigneti. Alcuni nomi di cantine della regione sono La baia del sole, Cantine del Rossese, Cantine Litan, Cooperativa Riviera dei Fiori e tante altre.