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Vendemmia meccanica: come funziona la vendemmiatrice

Aggiornato il 06 ottobre 20264 capitoli
Battitori, nastri e aspiratore: cosa fa la macchina in un solo passaggio

Battitori, nastri e aspiratore: cosa fa la macchina in un solo passaggio

La vendemmia meccanica si basa su una macchina agricola, la vendemmiatrice, che scavalca il filare e compie in un solo passaggio tutte le operazioni che una squadra farebbe a mano, con una differenza sostanziale: non taglia i grappoli, ma stacca i singoli acini dal peduncolo. Il lavoro lo fanno i battitori, bracci flessibili che scuotono la parete vegetale fino a circa 600 battute al minuto; l'acino maturo si separa per inerzia e cade sui nastri a tappeto o a cucchiaio, oppure sulle norie, che lo intercettano sotto la vegetazione e lo portano verso la zona di pulizia. Qui un aspiratore soffia sul raccolto per allontanare foglie e pezzi di tralcio caduti durante lo scuotimento, mentre un frantumatore riduce i residui vegetali rimasti; l'uva pulita finisce nella tramoggia di stoccaggio, pronta per la cantina. La testata di raccolta è la parte più delicata dell'insieme e va regolata con cura: se forzi la frequenza dei battitori o la velocità di avanzamento, gli acini esplodono e il succo si libera già in campo, con ossidazioni che poi ritrovi nel vino. Alcuni modelli recenti montano un sistema selettivo sopra ai battitori, che separa acini, succo, piccioli e foglie e ti permette di saltare diraspatura e cernita in cantina.

Trainate o semoventi, a scuotimento orizzontale o verticale: le differenze

Non esiste una sola vendemmiatrice e la prima distinzione riguarda il modo in cui si muove. Le trainate vanno agganciate a un trattore, costano meno e si adattano a vigneti di media estensione, con filari più stretti e terreni abbastanza pianeggianti; le semoventi hanno un motore proprio, percorrono i filari in autonomia e sono pensate per superfici ampie, ma pesano molto e richiedono un investimento decisamente più alto, per cui molte aziende si affidano al contoterzista invece di acquistarla. La seconda distinzione riguarda il tipo di scuotimento. Le macchine a scuotimento orizzontale sono le più diffuse in Italia e lavorano bene sulle forme di allevamento a controspalliera e ad alberello; quelle a scuotimento verticale sono poco usate, perché operano su impianti a doppia spalliera; per pergole e tendoni esistono invece testate con vibratori a pettine, che agiscono sulla vegetazione disposta in orizzontale. Nello scegliere valuta la forma di allevamento, la varietà, l'altezza a cui stanno i grappoli e la quantità di fogliame: una chioma molto fitta trattiene gli acini e sporca il raccolto, e ti costringe a regolazioni diverse rispetto a un filare ben sfogliato.

Il vigneto adatto alla macchina: filari, pendenze e pali che reggono l'urto

La vendemmia meccanica è possibile solo se l'impianto la consente, e un vigneto nato per la raccolta a mano raramente la regge senza modifiche. Servono filari a spalliera con un'interfila abbastanza larga per il passaggio delle ruote, pendenze moderate e capezzagne in cui la macchina possa girare; nelle viti giovani, sotto i cinque anni, il passaggio è sconsigliato. Conta anche la varietà, perché i grappoli devono sgranarsi con facilità allo scuotimento senza che gli acini si rompano. L'elemento più sollecitato è il palo. Il cemento è rigido e sotto l'urto dei battitori si scheggia o si spezza, il legno con gli anni si indebolisce alla base, mentre i pali intermedi in acciaio hanno un profilo elastico che flette al passaggio e torna in posizione. Guarda anche come sono fissati i fili: i ganci esterni sporgono e vengono schiacciati, le asole ricavate nel palo tengono il filo protetto e dopo la raccolta non serve ritensionarlo. Alle estremità del filare i pali di testata ricevono gli strappi trasmessi dai fili a ogni passaggio, quindi vanno scelti con sezione maggiorata e ancorati con tiranti dimensionati sul carico. Se stai progettando un nuovo impianto, decidere subito se vendemmierai a macchina ti evita di rifare la palificazione tra qualche anno.

Raccolta a mano o a macchina: vantaggi, perdite e vincoli dei disciplinari

La scelta tra mano e macchina dipende da cosa vuoi ottenere. La vendemmiatrice ti permette di raccogliere un appezzamento nel giorno esatto in cui l'uva è matura, senza dipendere da una squadra sempre più difficile da trovare, e di lavorare di notte, quando le temperature basse limitano ossidazioni e fermentazioni indesiderate; bastano pochi operatori e i tempi si accorciano molto. Per questo è diventata la scelta prevalente per i vini fermi di produzione medio-grande, e conviene indicativamente dai 15 ettari per vigneti molto produttivi e dai 30 per quelli a bassa resa. La raccolta manuale conserva però vantaggi che la macchina non ha: la squadra fa la cernita grappolo per grappolo e scarta le parti ammalate, mentre la vendemmiatrice carica tutto e rimanda la selezione in cantina; tratta la pianta con più delicatezza e porta grappoli interi, condizione richiesta da molti disciplinari di spumanti metodo classico e da alcune DOC che vietano la raccolta meccanica. Metti in conto anche le perdite di prodotto, che con una macchina ben regolata non dovrebbero superare il 5-6 percento, e un po' di foglie e tralci nel carico. Se produci uve di pregio su pochi ettari o il disciplinare lo impone, resta sulla raccolta a mano; se gestisci superfici ampie per vini fermi, la macchina ti consegna uva raccolta al momento giusto con una frazione della manodopera.

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