Olioevino.org · guide e consigli pratici
Uva e Olive · Curiosità uva

Uva fragola: perché il suo vino non si può vendere

Aggiornato il 05 ottobre 20264 capitoli
Che cos'è l'uva fragola e perché il suo vino profuma in modo così diverso

Che cos'è l'uva fragola e perché il suo vino profuma in modo così diverso

Se in questi giorni di vendemmia stai raccogliendo grappoli di uva fragola dalla pergola di casa, ti sarai accorto che non assomiglia alle uve da vino che conosci. Appartiene infatti alla specie Vitis labrusca, una vite americana arrivata in Europa nell'Ottocento e diffusa soprattutto al Nord grazie alla sua resistenza al freddo e alle malattie fungine, mentre le varietà classiche da vino derivano dalla Vitis vinifera, la vite europea. Le varietà più note sono l'Isabella e la fraga a bacca nera, oltre alla versione bianca di cui abbiamo già parlato. Il profumo intenso di fragola matura che senti schiacciando un acino è dovuto a composti aromatici tipici di questa specie, che i degustatori chiamano con il termine inglese foxy, cioè selvatico, volpino. In un vino da vinifera quello stesso sentore verrebbe considerato un difetto, e questo spiega perché gli enologi guardino con diffidenza al fermentato di uva fragola: tende a essere dolce, poco strutturato, instabile nel tempo e con un'acidità difficile da gestire. Sapere questo ti aiuta a capire che il divieto di vendita non nasce dal nulla, ma da una differenza reale tra le due specie.

Da dove nasce il divieto: la legge del 1931 e le regole europee

Il motivo per cui il vino di uva fragola non si può vendere è prima di tutto normativo. In Italia il primo provvedimento risale al 1931, quando lo Stato decise di impedire la commercializzazione dei vini ottenuti da viti americane e dai loro ibridi. Dopo l'epidemia di fillossera, che aveva distrutto gran parte dei vigneti europei, le viti americane si erano diffuse rapidamente perché più resistenti e produttive, e il legislatore temeva che prendessero il posto delle varietà pregiate di vite europea. La normativa dell'Unione europea ha poi ripreso la stessa impostazione: la parola vino è riservata al prodotto della fermentazione di uve di Vitis vinifera, quindi un fermentato di labrusca non può nemmeno essere chiamato così su un'etichetta. Quello che molti non sanno è che il divieto riguarda la vendita, non la produzione per uso personale. Se hai qualche pianta e vuoi vinificare l'uva per consumarla in famiglia, nessuno te lo impedisce; ciò che non puoi fare è venderla o servirla in un locale pubblico. Tieni presente anche che non esiste alcuna denominazione o categoria che permetta di aggirare la regola: quando leggi vino su una bottiglia in commercio, dentro c'è per forza vinifera.

Metanolo e tannini: la questione sanitaria spiegata senza allarmismi

Accanto alla ragione economica, a sostegno del divieto viene citato da sempre un argomento sanitario: il fermentato di uva fragola contiene più metanolo e più tannini rispetto a quello di vite europea. Il metanolo è un alcol tossico che si forma durante la fermentazione a partire dalle pectine presenti soprattutto nelle bucce, nei vinaccioli e nel graspo, e le uve di labrusca ne rilasciano una quantità leggermente superiore. La differenza però è marginale, e si riduce fino quasi ad annullarsi se la vinificazione avviene con cura, separando presto il mosto dalle parti solide ed evitando lunghe macerazioni con raspi e bucce. Il collegamento con lo scandalo del vino al metanolo degli anni Ottanta è improprio: in quel caso si trattava di aggiunte fraudolente, non di una caratteristica dell'uva. Resta vero che un fermentato casalingo fatto senza controlli, con tutto il grappolo lasciato a macerare per settimane, è un prodotto imprevedibile. Se vinifichi per uso personale, limitati a piccole quantità, lavora con attrezzatura pulita e, in caso di dubbi sugli effetti del consumo, rivolgiti al medico piuttosto che fidarti di ricette tramandate.

Cosa c'è davvero nel fragolino del supermercato e dove il vino è legale

A questo punto ti starai chiedendo cosa sia il fragolino che vedi sugli scaffali, spesso in bottiglie colorate e a prezzo contenuto. Non è vino di uva fragola: si tratta di una bevanda a base di vino di vinifera o di fermentato di frutta, addolcita con zuccheri o sciroppi e profumata con aromi naturali o artificiali al gusto di fragola. Proprio per questo l'etichetta non può riportare la parola vino da sola, e se la leggi con attenzione troverai diciture come bevanda aromatizzata a base di vino. Il gusto può ricordare il fragolino di una volta, ma l'origine è completamente diversa. L'unica eccezione dentro l'Unione europea è il Burgenland, in Austria, dove per ragioni storiche e culturali si può produrre e vendere l'Uhudler, ottenuto proprio da viti americane e dai loro ibridi; il tentativo di vietarlo ha provocato tali proteste da costringere le autorità a tornare sui propri passi. Fuori dall'Unione, in Svizzera, negli Stati Uniti o in Australia, il vino di uva fragola si trova regolarmente in commercio. Se hai una pergola carica di grappoli, la scelta più sensata resta quella di goderteli freschi, trasformarli in succo o in confettura, oppure in liquore, come ti abbiamo già raccontato.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche