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Olio nuovo filtrato o non filtrato: differenze e durata

Aggiornato il 03 ottobre 20264 capitoli
Perché l'olio nuovo appena franto è velato

Perché l'olio nuovo appena franto è velato

Quando le olive arrivano al frantoio vengono molite e la pasta viene lavorata nella gramola; la centrifuga separa poi la sansa, cioè la parte solida, e l'acqua di vegetazione dall'olio. Questa separazione non è mai completa: nell'olio nuovo restano in sospensione microgocce d'acqua e particelle finissime di polpa e di buccia, che diffondono la luce e gli danno l'aspetto velato e denso che riconosci nel primo olio dell'anno. Il non filtrato è semplicemente l'olio imbottigliato in questo stato, mentre il filtrato è passato attraverso filtri a cartoni di cellulosa o a farina fossile che trattengono acqua e residui e lo rendono limpido. Vale la pena chiarire che filtrare non significa raffinare: è un'operazione fisica, senza calore né solventi, che non modifica la composizione dell'extravergine e non toglie nulla al profilo aromatico. Il velo del non filtrato, al contrario, non è una garanzia di genuinità né di maggiore ricchezza di polifenoli, perché la qualità dipende dalle olive, dalla rapidità della lavorazione e dallo stoccaggio, non dalla torbidità. Sapere questo ti aiuta a non farti condizionare dall'aspetto quando confronti due bottiglie sul banco del frantoio.

Gusto e profumo: cosa cambia davvero tra i due oli

Assaggiato nei giorni successivi alla molitura, l'olio nuovo non filtrato dà spesso un'impressione più intensa e rustica: la presenza di acqua e polpa in sospensione lo fa sembrare più corposo e il profumo di frantoio, erbaceo e di oliva verde, arriva deciso. Parte di questa sensazione è però legata a ciò che vedi, perché un olio velato crea un'aspettativa di densità e di freschezza che condiziona il giudizio. Gli assaggiatori professionali, non a caso, valutano gli oli in bicchieri colorati proprio per neutralizzare l'effetto dell'aspetto e concentrarsi su fruttato, amaro e piccante. Se confronti un filtrato e un non filtrato dello stesso lotto a pochi giorni dall'estrazione, le differenze al naso e al palato sono di solito minime. Il filtrato può risultare più pulito e definito, il non filtrato più morbido e avvolgente, ma nessuno dei due è migliore per definizione: un olio limpido può essere intensissimo e un velato può rivelarsi piatto. Quello che conta è l'assenza di difetti e l'equilibrio tra le note positive, e su questo l'aspetto della bottiglia non ti dice nulla.

Durata: perché il non filtrato va consumato prima

La differenza vera tra i due oli emerge con il passare delle settimane. Nel non filtrato le microgocce d'acqua e le particelle di polpa si depositano lentamente sul fondo formando la morchia, un sedimento ricco di acqua e di sostanza organica. Finché l'olio è fresco non crea problemi, ma se resta a lungo a contatto con il deposito si innescano fermentazioni che producono il difetto chiamato riscaldo-morchia, un odore pesante di chiuso e di cantina che una filtrazione tardiva non riesce più a eliminare. L'acqua residua, inoltre, favorisce l'idrolisi dei grassi e quindi l'aumento dell'acidità e un irrancidimento più rapido. Il filtrato, privato di acqua e residui, mantiene più a lungo il suo equilibrio chimico e sensoriale, tanto che le raccomandazioni tecniche del settore oleario indicano la filtrazione come pratica consigliata per l'olio destinato a conservarsi per mesi. Considera quindi l'olio nuovo non filtrato come un prodotto di stagione da finire nei primi mesi dopo la raccolta, mentre un buon filtrato ben tenuto arriva alla campagna successiva con un calo aromatico graduale. Se hai già in casa un non filtrato, versalo senza agitare la bottiglia e, quando il deposito diventa evidente, travasa la parte limpida in un contenitore pulito e colmo.

Quale scegliere al frantoio in base a quando lo userai

Ora che il primo olio non filtrato è in vendita, la scelta dipende soprattutto dal ritmo con cui lo consumi. Se compri una bottiglia o una piccola latta per gustare l'olio appena franto a crudo nelle settimane della raccolta, il non filtrato ha senso: ti regala l'esperienza stagionale del frantoio e lo finirai prima che il deposito possa creare problemi. Se invece fai la scorta per tutto l'anno, scegli il filtrato, oppure chiedi al frantoiano quando prevede di filtrare e aspetta quella partita, perché una filtrazione eseguita presto, a pochi giorni dall'estrazione, è la condizione migliore per un olio che deve durare. In entrambi i casi guarda oltre la limpidezza. Verifica che l'etichetta indichi la categoria extravergine e l'origine delle olive, chiedi la data di molitura e assaggia: il fruttato deve essere pulito, mentre amaro e piccante sono segno di polifenoli e non difetti. Diffida di un non filtrato venduto come automaticamente più genuino o di un filtrato presentato come industriale, perché sono due modi di gestire lo stesso olio. Se la campagna è stata difficile, con olive raccolte tardi o colpite dalla mosca, un filtrato pulito ti offre una garanzia maggiore rispetto a un velato che potrebbe alterarsi prima del previsto.

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