Misurare l'umidità relativa con l'igrometro: dove metterlo e quali valori
Prima di correggere qualsiasi cosa, l'umidità in cantina va misurata: la sensazione di afa o di aria secca sulla pelle non è un dato affidabile, perché dipende dalla temperatura e da quanto tempo sei rimasto nel locale. Procurati un igrometro, anche digitale ed economico, e sistemalo a metà altezza delle scaffalature, verso il centro della stanza, lontano da termosifoni, bocche di ventilazione e pareti che sai essere umide: appoggiato al muro sbagliato ti darebbe una lettura locale, non quella dell'ambiente in cui riposano le bottiglie. L'intervallo su cui lavorare va dal 60 al 75 per cento circa di umidità relativa, con il 70 per cento come riferimento comodo. Sotto il 50 per cento il sughero si disidrata, perde elasticità e smette di aderire al collo della bottiglia, lasciando passare ossigeno; oltre l'80 per cento cominciano invece i guai di muffa su etichette, capsule e cartoni. Annota il valore una volta al giorno per la prima settimana, poi due o tre volte a settimana: ti servono le tendenze più che il numero del momento, perché a stressare i tappi è l'oscillazione continua più di un valore leggermente fuori scala.
Aria troppo secca: come alzare l'umidità senza sbalzi improvvisi
Quando l'igrometro scende sotto il 55 per cento circa, sei davanti al caso più comune dell'autunno e dell'inverno: l'aria fredda che entra dall'esterno contiene poco vapore e, riscaldandosi anche solo di due o tre gradi dentro il locale, diventa ancora più avida di umidità. Il fenomeno si accentua se la cantina confina con un vano riscaldato, se ospita la caldaia o se pareti e pavimento sono stati intonacati e sigillati di recente, perché viene a mancare l'apporto naturale del terreno. Per restituire acqua all'aria conviene puntare su un'evaporazione lenta. Riempi di ghiaia o di sabbia un vassoio basso e largo, bagnalo e appoggialo sul pavimento dove ci sia un minimo di movimento d'aria: la superficie ampia lavora meglio di un secchio profondo. Vanno bene anche le ciotole di terracotta non smaltata o di pietra lavica, che assorbono l'acqua e la cedono gradualmente. Controlla il livello una volta a settimana e rabbocca prima che asciughi del tutto, così eviti i cali improvvisi. Se scegli un umidificatore elettrico, prendine uno con igrostato e tienilo al minimo: un apparecchio troppo potente in un locale piccolo porta condensa su bottiglie e cartoni, creando il problema opposto a quello che volevi risolvere.
Umidità in eccesso: arieggiamento, deumidificatore e muffe da fermare
Il quadro si ribalta nelle settimane di pioggia insistente, quando il terreno attorno alle murature resta saturo e la cantina interrata assorbe umidità dalle pareti: il rischio non è più l'ossidazione, ma la muffa, che si annuncia con chiazze scure negli angoli, cartoni ammorbiditi e odore di chiuso. Prima di comprare un apparecchio, verifica da dove arriva l'acqua: una macchia che ricompare sempre nello stesso punto indica infiltrazione o risalita capillare, e lì il deumidificatore ti fa soltanto guadagnare tempo in attesa di impermeabilizzare o drenare all'esterno. Arieggia solo quando l'aria esterna è davvero più secca: in una giornata fredda e limpida mezz'ora di ricambio abbassa l'umidità relativa, mentre col tempo mite e piovoso faresti entrare vapore che condensa sulle pareti fredde. Imposta il deumidificatore intorno al 60-65 per cento e non più in basso, per non asciugare i tappi; se il locale resta sotto i 15 gradi circa, tieni presente che i modelli a compressore perdono efficienza perché la batteria tende a brinare, mentre quelli a essiccante lavorano bene anche al freddo. Svuota la tanica o collega lo scarico continuo e solleva i cartoni da terra. Sulle etichette già segnate limitati a una spazzolata a secco: candeggina e detergenti profumati passano come odore attraverso il sughero.
Ricambio d'aria e controlli mensili per una cantina stabile
Molti problemi di umidità si attenuano da soli quando l'aria si muove, purché lo faccia lentamente e senza interruzioni. Se hai due aperture, sfruttale su pareti opposte e a quote diverse, con la presa in basso e l'uscita in alto: è il tiraggio naturale che porta via l'aria stagnante e gli odori. Controlla che le grate non siano coperte da casse, attrezzi o teli e proteggile con una rete a maglia fine contro gli insetti. Una volta al mese fai un giro con calma: guarda se il soffitto gocciola o mostra aloni, passa una mano sulle guarnizioni della porta, togli la polvere dai ripiani perché trattiene umidità e ospita spore, e osserva il collo di qualche bottiglia per intercettare eventuali trasudi. Tieni fuori dalla cantina vernici, carburanti, detersivi e ortaggi, che liberano odori e vapori destinati a essere assorbiti dal sughero. Un locale ordinato ti permette di accorgerti subito di una perdita o di una parete che si scurisce, quando rimediare costa ancora poco.





