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Malvasia Puntinata del Lazio: il bianco dei Castelli Romani

Aggiornato il 13 ottobre 20264 capitoli
Perché si chiama puntinata e cosa la distingue dalla Malvasia di Candia

Perché si chiama puntinata e cosa la distingue dalla Malvasia di Candia

La Malvasia Puntinata, che nel registro ufficiale dei vitigni trovi come Malvasia del Lazio, è un'uva a bacca bianca autoctona dell'area romana. Il nome viene dalla buccia dell'acino: a maturazione avvenuta si copre di piccole macchie scure, ben visibili sotto lo strato di pruina, e questo segno la rende riconoscibile in vigna anche a chi non è un ampelografo. Non confonderla con la Malvasia di Candia, che spesso condivide gli stessi filari ai Castelli: la Candia è più produttiva e più resistente alle malattie, ma dà vini più neutri, mentre la Puntinata è considerata la più pregiata tra le malvasie laziali per profumo e struttura. Il suo ambiente d'elezione sono i suoli vulcanici dei Colli Albani, sciolti, ricchi di minerali e ben drenanti, tra Frascati, Monte Porzio Catone, Grottaferrata e Marino. Qui l'escursione termica tra giorno e notte aiuta a conservare l'acidità naturale dell'uva, e questo spiega perché già nei secoli scorsi gli osti romani la preferissero ai trebbiani locali, più abbondanti ma meno profumati.

La vendemmia della Malvasia Puntinata sui Colli Albani

La maturazione è medio-tardiva: nei Castelli la raccolta cade di norma tra fine settembre e inizio ottobre, più tardi rispetto a molti bianchi della zona, e per questo la vendemmia della Malvasia Puntinata coincide con l'apertura delle feste d'autunno nei paesi. Se passi tra i filari in quelle settimane, noterai che il grappolo è medio, conico e a volte alato, con una compattezza che nelle annate umide può favorire la botrite: i vignaioli attenti sfogliano e arieggiano la chioma proprio per evitare i marciumi prima della raccolta. L'uva concentra bene gli zuccheri, e questo apre due strade. La raccolta nei tempi giusti dà il bianco secco e aromatico che conosci; una vendemmia tardiva, con i grappoli lasciati sulla pianta oltre la maturazione, dà invece vini dolci di buona ricchezza. Se visiti una cantina durante la raccolta, chiedi quale delle due versioni produce e quando ha vendemmiato: ti dirà molto sullo stile del vino che troverai nel bicchiere.

Cosa dà nel bicchiere, in purezza e nel taglio

Nel bicchiere la Malvasia Puntinata si presenta di un giallo paglierino che con l'età vira al dorato. Il naso è aromatico ma fine, senza l'esuberanza di altre malvasie: fiori bianchi, albicocca e pesca, agrumi e una nota di erbe aromatiche che ricorda la macchia dei colli. In bocca è morbida e sapida, con una struttura che la rende adatta anche a un certo invecchiamento, cosa rara tra i bianchi di pronta beva del territorio. Per secoli è stata soprattutto un'uva da taglio, chiamata a dare profumo e morbidezza accanto alla freschezza del Trebbiano nei bianchi dei Castelli; nei disciplinari della zona compare infatti insieme a Trebbiano Toscano e Malvasia di Candia. Negli ultimi anni diversi produttori la vinificano in purezza, e vale la pena cercarla così: in etichetta la riconosci dalla dicitura Malvasia del Lazio o Malvasia Puntinata, spesso come IGT. Servila fresca, attorno ai 10-12 gradi, senza esagerare col freddo per non spegnerne i profumi.

Sagre d'autunno e cucina romana: come abbinarla e cosa portare a casa

Tra ottobre e novembre i paesi dei Castelli celebrano la vendemmia con sagre e feste dell'uva, e questo bianco si abbina ai piatti che vi trovi: porchetta, pecorino, fettuccine e minestre di legumi, ma anche abbacchio e cacio e pepe, dove la morbidezza aromatica regge il sale e il grasso senza coprirli. Con il pesce di lago o di costa funziona bene la versione più fresca e giovane, mentre per gli arrosti scegli un'annata precedente o una selezione più strutturata. Se compri una bottiglia direttamente in cantina o a una sagra, verifica che sia stata conservata al riparo dalla luce e dal caldo: i profumi della malvasia sono delicati e una bottiglia tenuta male li perde in fretta. A casa bevi le versioni giovani entro breve, mentre quelle più strutturate o dolci reggono qualche anno in più. È un vino nato per la trattoria e la tavola quotidiana, non per le vetrine, e proprio per questo resta un acquisto onesto da riportare da una giornata ai Castelli.

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