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Frascati DOC: caratteristiche e abbinamenti

Aggiornato il 10 ottobre 20264 capitoli
Dove nasce il Frascati DOC: Colli Albani e ville tuscolane

Dove nasce il Frascati DOC: Colli Albani e ville tuscolane

Il Frascati DOC si produce nella parte centrale del Lazio, in provincia di Roma, sulle pendici settentrionali dei Colli Albani: circa 8.300 ettari che comprendono l'intero territorio di Frascati, Grottaferrata e Monte Porzio Catone e una parte di quelli di Roma e Monte Compatri. È una denominazione storica, riconosciuta il 3 marzo 1966 insieme alle prime della nostra enologia, con il disciplinare di produzione entrato in vigore il 1 novembre dello stesso anno. Il nome richiama il comune omonimo e, secondo la tradizione, le frasche appese fuori dalle taverne per annunciare l'arrivo del vino nuovo. Sopra il paese si stendono le ville tuscolane, dimore della nobiltà e del clero romano dove questo bianco scorreva nei banchetti; a valle, nelle osterie della capitale, lo si versava a fojetta, la misura da circa mezzo litro che papa Paolo V concesse agli operai a ogni pasto. Se cerchi la ragione del suo carattere, guarda il suolo: siamo su terreni di origine vulcanica, che restituiscono vini profumati e sapidi.

Malvasie e uve complementari: le due tipologie previste

Alla base del Frascati DOC ci sono le malvasie. Il disciplinare chiede almeno il 70% di Malvasia bianca di Candia e Malvasia del Lazio, da sole o insieme; la seconda la sentirai chiamare anche Malvasia puntinata, per le piccole macchie scure che compaiono sugli acini a maturità, ed è quella che porta la maggiore finezza aromatica. Il restante 30% può arrivare da Bellone, Bombino bianco, Greco bianco, Trebbiano toscano e Trebbiano giallo, da soli o congiuntamente, con una quota ridotta riservata ad altre uve a bacca bianca coltivabili nel Lazio. Da questa base nascono due tipologie, entrambe bianche: il Frascati e il Frascati Spumante. Le proporzioni scelte in vigna e in cantina spiegano le differenze che trovi tra un'etichetta e l'altra: se prevale la malvasia puntinata il vino guadagna profumo e slancio, se cresce la quota di trebbiano il profilo si fa più asciutto e misurato. Quando compri, leggi la controetichetta o chiedi al banco quali uve dominano: saprai in anticipo se ti aspetta un bianco aromatico o uno più sobrio.

Nel bicchiere: profumi, sorso e quando berlo

Nel bicchiere il Frascati si presenta giallo paglierino, talvolta con riflessi più intensi; al naso è vinoso e fruttato, con richiami erbacei e un fondo floreale. Al palato lo riconosci per la morbidezza unita alla freschezza: l'acidità è equilibrata, l'amaro appena percepibile, l'astringenza quasi assente e la struttura resta buona, abbastanza da sostenere un piatto saporito senza coprirlo. La gradazione si muove intorno a 10,5-11,5% vol, un tenore che lo rende bevibile anche a pranzo. È un vino da giovinezza, non da lungo affinamento: bevilo entro pochi mesi dalla vendemmia e in ogni caso entro un paio d'anni, quando profumi e freschezza sono ancora intatti. Servilo intorno ai 10-12 °C in un calice di media ampiezza; se lo porti a temperature più basse perdi parte dei profumi, se lo lasci scaldare emerge l'alcol. Una bottiglia aperta, richiusa e tenuta in frigorifero, regge bene il giorno successivo.

Abbinamenti con la cucina romana e assaggi alle sagre d'autunno

Gli abbinamenti del Frascati DOC seguono la cucina del suo territorio. Si trova a suo agio con la pasta cacio e pepe e con i primi di verdura, regge i fritti come fiori di zucca, baccalà e supplì, perché la freschezza ripulisce il palato dall'unto, e accompagna il pecorino romano giovane, i salumi e la porchetta, dove la sapidità del vino bilancia il grasso della carne. Con i carciofi, difficili per molti bianchi, la morbidezza aiuta; con il pesce azzurro e i molluschi orientati sulle versioni più leggere, mentre lo spumante della denominazione se la cava bene sull'aperitivo e sulle fritture di mare. L'autunno è il momento giusto per conoscerlo: nei borghi dei Castelli Romani si susseguono le sagre dell'uva e del vino, e assaggiare più etichette una accanto all'altra ti chiarisce le differenze meglio di qualunque descrizione. Se sali fino alle colline, approfitta della visita per acquistare in cantina l'annata più recente e per farti raccontare dal produttore come l'ha vinificata.

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