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Colline del Prosecco in autunno: itinerario tra le cantine

Aggiornato il 05 ottobre 20264 capitoli
Quando andare: foliage dei vigneti e tempi della vendemmia

Quando andare: foliage dei vigneti e tempi della vendemmia

Le Colline del Prosecco danno il meglio tra la fine di settembre e novembre, quando il lavoro nei filari rallenta e le foglie del Glera passano dal verde al giallo. La vendemmia qui comincia di solito a fine agosto e prosegue per tutto settembre, con tempi diversi da parcella a parcella: se arrivi in quelle settimane trovi le aziende in piena attività, il profumo del mosto nei piazzali e meno disponibilità per le visite, perché chi lavora è impegnato con l'uva. Se invece preferisci la calma e il colore, punta su ottobre, quando i pendii restano accesi per diverse settimane e la luce bassa del pomeriggio fa risaltare l'andamento dei filari. Una cosa si nota subito, salendo: i vigneti seguono i ciglioni, le terrazze erbose disposte lungo le curve di livello, e non le linee verticali a cui siamo abituati altrove. È anche il motivo per cui la raccolta si fa a mano, spesso con l'aiuto di monorotaie, perché su queste pendenze i mezzi meccanici non entrano. Dal luglio 2019 il mosaico di vigne, boschi e borghi tra Conegliano e Valdobbiadene è Patrimonio dell'Umanità UNESCO.

Da Conegliano a Valdobbiadene: le tappe della Strada del Prosecco

Il percorso più battuto segue la Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene, nata nel 2003 come erede della Strada del Vino Bianco del 1966: circa 90 chilometri che non formano una linea unica, ma una rete di strade tra le due capitali storiche della denominazione. Partendo da Conegliano incontri Piazza Cima e la Rocca di Castelvecchio, poi la salita verso San Pietro di Feletto con la pieve affrescata affacciata sulle vigne e, poco distante, il Molinetto della Croda di Refrontolo, un mulino incassato nella roccia accanto a un salto d'acqua. Da lì il paesaggio cambia di nuovo: Follina con l'abbazia cistercense di Santa Maria e il suo chiostro, Cison di Valmarino, le frazioni alte di Rolle e Miane, Combai nota per i marroni, fino a Valdobbiadene e alle colline di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Cartizze. Se hai un solo giorno scegli metà tratta e dedicale tempo; con due o tre giorni il ritmo diventa più umano, con tappe da venti o trenta chilometri l'una e la possibilità di aggiungere Asolo all'anello. In autunno metti in conto più soste del previsto, perché ogni curva apre una vista diversa sulle colline del Prosecco e la voglia di scendere dall'auto è continua.

Visite e degustazioni in cantina: prenotare e cosa chiedere

Le cantine delle Colline del Prosecco sono in gran parte aziende familiari con pochi addetti, quindi la visita va prenotata: nei fine settimana d'autunno qualche giorno di anticipo è il minimo, e in piena vendemmia conviene chiedere se c'è qualcuno disponibile, perché in quei giorni la priorità resta l'uva che arriva in cantina. Un appuntamento dura in genere tra un'ora e un'ora e mezza fra vigna, sala delle autoclavi e assaggio, con un costo che varia secondo i vini in degustazione. Al banco chiedi sempre di quale tipologia si tratta, perché nel bicchiere cambia parecchio. Il Prosecco Superiore nasce con il metodo Martinotti, cioè la rifermentazione in autoclave, che trattiene gli aromi floreali e fruttati del Glera; la menzione Rive indica un vino che viene da un solo comune o da una singola frazione, con uve raccolte a mano; il Cartizze arriva dai pochi ettari più ripidi e ambiti sopra Valdobbiadene. Sul grado zuccherino regolati così: Brut fino a 12 grammi per litro, Extra Dry tra 12 e 17, Dry tra 17 e 32, con le versioni più secche che accompagnano il salato e il Dry che regge i dolci di fine pasto. Vale la pena chiedere anche del col fondo, il rifermentato in bottiglia non sboccato, che molti produttori vendono solo in azienda.

Consigli pratici per il weekend: strade, soste e acquisti

Qualche accortezza rende il giro più semplice. Le strade che salgono tra i vigneti sono strette, con tornanti e tratti a senso unico alternato: viaggia con calma, evita le ore centrali del sabato e parcheggia fuori dai centri storici, che hanno pochi posti. Se il programma prevede più di una degustazione, decidi prima chi guida oppure chiedi la sputacchiera, che in cantina è normale usare: il limite di legge è 0,5 grammi di alcol per litro di sangue e scende a zero per neopatentati e conducenti under 21. Per l'autunno porta scarpe chiuse e una giacca impermeabile, perché le mattine sono umide e nei fondovalle la nebbia si alza tardi. Le bottiglie acquistate viaggiano meglio nel bagagliaio al riparo dal sole, e il Prosecco Superiore dà il suo meglio entro un paio d'anni dalla vendemmia, quindi compra la quantità che pensi davvero di bere nei mesi successivi. Se capiti durante una sagra di paese fermati volentieri: è il modo meno turistico di assaggiare marroni, formaggi e spiedo insieme a chi quelle colline le lavora tutto l'anno.

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