Prima tappa del quiz: le date del novello e dell'11 novembre
Partiamo dal calendario, perché il quiz sul vino novello e sulla festa di San Martino si gioca prima di tutto su due date. Prima domanda: da quando puoi trovare il novello sugli scaffali dell'enoteca? Se hai risposto l'11 novembre, hai perso il primo punto: in Italia la commercializzazione parte dal 30 ottobre e prosegue fino al 31 dicembre dello stesso anno della vendemmia. Seconda domanda: perché allora tutti lo associano a San Martino? Perché la ricorrenza dell'11 novembre, nel mondo contadino, era il momento in cui si aprivano le botti del vino nuovo, come ricorda il proverbio secondo cui a San Martino ogni mosto diventa vino. Il novello, pronto in poche settimane, è il vino che meglio rappresenta quel passaggio. Terza domanda, più insidiosa: quanto dura un novello in cantina? Chi lo tratta come un rosso da invecchiare sbaglia: nasce per essere bevuto giovane, entro pochi mesi, e conviene finirlo nell'inverno della sua uscita. Se ne hai acquistate alcune bottiglie, consumale prima della primavera e riserva lo spazio della cantina ai vini pensati per durare.
Seconda tappa: il santo del mantello e l'estate di San Martino
Dalla cantina passiamo alla storia, perché conoscere il santo aiuta a capire la festa. Quarta domanda: chi era Martino? Un soldato romano convertito al cristianesimo, diventato poi vescovo di Tours, in Francia. La leggenda più nota racconta che in una giornata gelida tagliò con la spada il proprio mantello per donarne metà a un mendicante, e che subito dopo il cielo si rischiarò e tornò un tepore improvviso. Quinta domanda: che cosa indica l'espressione estate di San Martino? Proprio quei giorni miti di novembre che seguono i primi freddi, un intervallo che i contadini sfruttavano per chiudere i lavori nei campi. Sesta domanda: perché la festa cadeva a novembre e non alla vendemmia? Perché l'11 novembre segnava la fine dell'anno agrario: si pagavano gli affitti, si rinnovavano i contratti di mezzadria e, se necessario, si cambiava podere, tanto che in Romagna e nel Parmense fare San Martino significa ancora oggi traslocare. Era insomma un capodanno contadino, e il vino nuovo era il modo più semplice per ringraziare del raccolto e brindare al ciclo che ricominciava. Quando organizzi una serata a tema, racconta questi passaggi tra una domanda e l'altra: il brindisi diventa più consapevole e il gioco più coinvolgente.
Terza tappa: che cosa si mangia con il novello da Nord a Sud
Settima domanda: qual è il piatto di San Martino in Friuli? L'oca arrosto, legata al racconto secondo cui Martino si nascose tra le oche per sfuggire alla nomina a vescovo e fu tradito dal loro starnazzare. Ottava domanda: quale dolce accompagna il vino nuovo in Veneto? Il cavallo di San Martino, un biscotto di pasta frolla a forma di cavaliere decorato con zuccherini e cioccolato. A Palermo, invece, si prepara un biscotto friabile all'anice da intingere nel moscato, mentre nel Riminese si sforna la pagnotta di San Martino, un lievitato con noci, uva sultanina, noce moscata e olio di oliva riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale. Nona domanda, la più facile: che cosa non manca mai sulla tavola dell'11 novembre, da Nord a Sud? Le castagne arrostite, insieme a salumi e formaggi del territorio. Se vuoi un abbinamento che valorizzi il carattere fruttato e poco tannico del novello, resta su sapori semplici e non troppo grassi. In Toscana, dove le feste di novembre uniscono vino nuovo e olio appena franto, la bruschetta con l'extravergine della stagione è il modo più diretto per mettere a confronto due prodotti giovani della stessa annata.
Ultima tappa: vero o falso su novello, vino nuovo e Beaujolais
Chiudiamo con tre affermazioni da giudicare vere o false, quelle che decidono il punteggio. Il novello e il vino nuovo sono la stessa cosa: falso. Qualsiasi vino appena fatto è nuovo, ma la parola novello in etichetta è riservata ai vini a denominazione o indicazione geografica il cui disciplinare prevede questa tipologia, e almeno il 40 per cento delle uve deve essere lavorato con la macerazione carbonica, la tecnica che regala i profumi di fragola, ciliegia e lampone. Il novello è un'invenzione italiana: falso, il modello è il Beaujolais Nouveau francese, nato da una tecnica messa a punto in Francia negli anni Trenta. Si produce con un solo vitigno: falso, in Italia sono ammesse alcune decine di varietà diverse. Ora conta le risposte esatte. Se ne hai indovinate almeno otto su dodici, puoi guidare la serata di San Martino e spiegare agli amici perché quel vino così profumato va bevuto subito. Se sei rimasto sotto la metà, hai comunque il pretesto migliore per approfondire con una degustazione in enoteca, dove potrai confrontare un novello con un rosso giovane tradizionale e riconoscere dal bicchiere le differenze di cui abbiamo parlato.





