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Olio extravergine nei dolci di Natale: come sostituire il burro

Aggiornato il 17 ottobre 20264 capitoli
Perché l'olio nuovo entra bene nei dolci delle feste

Perché l'olio nuovo entra bene nei dolci delle feste

Da novembre in molte case si comincia a pensare ai dolci di Natale, e quest'anno hai un ingrediente in più da valutare: l'olio extravergine appena franto, che in questo periodo arriva dal frantoio con tutto il suo profumo. Usarlo al posto del burro non è una moda recente, perché in diverse regioni italiane i dolci della tradizione contadina si sono sempre fatti con l'olio, e i risultati lo confermano: l'impasto resta morbido e umido più a lungo, cosa che conta parecchio quando una torta o un plumcake vengono preparati qualche giorno prima della festa oppure regalati. Il burro contiene una parte di acqua, mentre l'olio extravergine è quasi interamente grasso: per questo i due ingredienti non si comportano allo stesso modo e non si scambiano a peso uguale. Capire questa differenza ti permette di sostituire il burro senza ritrovarti con un dolce unto o pesante, e di decidere con criterio in quali ricette la sostituzione conviene e in quali è meglio lasciare le cose come stanno.

Le proporzioni: quanto olio per ogni 100 grammi di burro

La regola che si segue in pasticceria per passare dal burro all'olio è usare circa l'80 per cento del peso indicato nella ricetta: per 100 grammi di burro servono quindi circa 80 grammi di olio extravergine, per 150 grammi ne bastano circa 120 e per 200 grammi circa 160. Alcune ricette scendono fino a 70 grammi ogni 100 di burro, soprattutto quando l'impasto è già ricco di uova o di frutta che rilascia umidità in cottura. Pesa sempre l'olio sulla bilancia invece di misurarlo con il bicchiere, perché il volume inganna e pochi grammi in più bastano a rendere il risultato unto. Fai attenzione anche al modo in cui il burro viene usato nella ricetta originale. Se è previsto fuso, la sostituzione è immediata: versi l'olio al suo posto e procedi come sempre. Se invece il burro va montato con lo zucchero per incorporare aria, con l'olio non otterrai la stessa struttura; in questo caso monta a lungo le uova con lo zucchero prima di aggiungere l'olio a filo, così recuperi parte della leggerezza che il burro montato avrebbe dato all'impasto.

Quale extravergine scegliere: fruttato leggero o intenso

Non tutti gli oli extravergine vanno bene per i dolci, e l'olio nuovo di novembre merita un'attenzione in più perché è nel momento in cui amaro e piccante sono al massimo. Per un pan di Spagna, una ciambella alla vaniglia o un dolce farcito con la crema, orientati su un fruttato leggero o medio, con note di mandorla e di erba fresca appena accennate, che accompagna gli altri ingredienti senza imporsi. Assaggia una goccia prima di usarlo: se in gola senti un pizzicore deciso, quell'olio darà carattere al dolce e devi decidere se è quello che vuoi. Un fruttato intenso, magari ottenuto da olive raccolte presto, trova invece il suo posto nei dolci rustici delle feste: torte con noci e fichi secchi, impasti al cioccolato fondente, dolci con castagne, miele, agrumi canditi o spezie come cannella e chiodi di garofano. Qui l'amaro e il piccante si fondono con sapori già forti e il risultato è più interessante di quanto ti aspetti. Se nella tua zona si produce un olio dal carattere marcato, provalo prima su una dose piccola e poi decidi se affidargli il dolce della vigilia.

Dove la sostituzione riesce e dove il burro resta necessario

La sostituzione dà i risultati migliori negli impasti morbidi: torte da credenza, plumcake con frutta secca, ciambelle agli agrumi, muffin speziati e dolci lievitati casalinghi come il pandolce o la torta di mele natalizia. Qui l'olio extravergine mantiene il dolce soffice per giorni, un vantaggio concreto se prepari i dolci di Natale in anticipo o li confezioni per regalarli. Anche i biscotti morbidi da inzuppo si prestano bene, mentre per quelli friabili devi accettare una consistenza più croccante e meno sabbiosa. Diverso è il discorso per le preparazioni in cui il burro ha un ruolo strutturale. La pasta frolla classica, la sfoglia e le creme al burro si reggono sul grasso solido che si scioglie in cottura o in bocca: con l'olio ottieni una frolla diversa, più compatta e meno friabile, che richiede una ricetta pensata apposta e non un semplice scambio di ingredienti. Glasse e creme montate non si convertono affatto. Se la tua ricetta di famiglia rientra in questi casi, usa l'olio per l'impasto base e lascia il burro dove serve, oppure scegli una ricetta nata già all'olio, che non deve adattarsi a nulla.

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