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Vini da abbinare al tartufo bianco

Aggiornato il 30 settembre 20264 capitoli
Come scegliere i vini da abbinare al tartufo bianco

Come scegliere i vini da abbinare al tartufo bianco

Il tartufo bianco, il Tuber magnatum che i trifolau cercano in autunno, non si cuoce: si lamella crudo all'ultimo momento su un piatto caldo e il suo profumo, che ricorda aglio, fieno, miele e sottobosco, arriva al naso prima di qualsiasi sorso. Per questo conviene scegliere i vini da abbinare al tartufo bianco per esclusione, cercando etichette che non portino aromi concorrenti: lascia da parte i vitigni molto aromatici, come il Gewurztraminer o il Moscato, e i bianchi segnati da un legno nuovo che regala vaniglia e tostatura. Tieni presente un'altra cosa: non stai abbinando il tartufo da solo, ma il piatto che lo ospita. Burro, uovo, fonduta e formaggio portano grassezza, e allora servono acidità e una bolla fine che ripuliscano il palato; un brasato o una carne cruda condita chiedono invece più corpo. Parti sempre dalla ricetta e la bottiglia giusta si trova quasi da sé.

Bianchi e bollicine: i vini da abbinare al tartufo bianco più sicuri

Sui piatti classici la scelta più tranquilla resta un bianco maturo ma non profumato. Un Riesling, renano o italico, ha l'acidità giusta per tenere testa al burro e una sapidità che non invade; il Verdicchio dei Castelli di Jesi, con quel finale leggermente amarognolo, allunga la persistenza del tartufo invece di sovrapporsi. Se vuoi restare in Piemonte, il Timorasso dei Colli Tortonesi offre struttura e note minerali che reggono un risotto, mentre l'Arneis del Roero è più immediato e accompagna bene un uovo fritto. In Umbria guarda al Grechetto e al Trebbiano Spoletino, bianchi di buona spalla acida cresciuti accanto al tartufo di quelle colline. Con le bollicine il ragionamento cambia poco. Un Franciacorta Satèn, che nasce da sole uve a bacca bianca e ha una pressione più contenuta, entra in bocca cremoso e non aggredisce; uno Champagne Blanc de Blancs con qualche anno sui lieviti aggiunge note di crosta di pane che dialogano con il burro e il pane tostato; l'Alta Langa, metodo classico piemontese, ti tiene in zona anche nel calice. Tra i vini da abbinare al tartufo bianco tieni da parte gli extra brut più tesi e scarni e i millesimati troppo giovani: qui serve una bolla fine e una certa morbidezza, non spigoli.

Rossi eleganti tra i vini da abbinare al tartufo bianco

Quando il tartufo finisce su un piatto più sostanzioso, dai tajarin alla carne cruda all'albese, un rosso ha senso, a due condizioni: tannino levigato e nessun eccesso di legno. Il Nebbiolo d'Alba e il Langhe Nebbiolo sono i candidati più naturali, perché nascono sulle stesse colline e portano una trama fine, con profumi di rosa e liquirizia che non si mettono di mezzo. Il Pinot Nero, borgognone o altoatesino, lavora allo stesso modo con un corpo ancora più leggero. Barbaresco e Barolo entrano in gioco solo se hanno qualche anno alle spalle e se il tartufo è lamellato con misura su una carne rossa o su un brasato; da giovani, con il tannino ancora in evidenza, coprono tutto. Tra i rossi da abbinare al tartufo bianco lascia fuori i vini molto concentrati e alcolici e quelli affinati in barrique nuova, perché la tostatura resta in bocca e del tartufo non senti più niente.

Servizio ed errori con i vini da abbinare al tartufo bianco

Un abbinamento giusto si può rovinare nel servizio. Porta le bollicine intorno agli 8-10 gradi e i bianchi strutturati un po' più su, sui 10-12: troppo freddi chiudono i profumi e lasciano in bocca solo acidità. I rossi eleganti stanno bene tra i 16 e i 18 gradi, mai a temperatura di stanza, altrimenti l'alcol prende il sopravvento sulle note del tartufo. Per il calice scegli un tulipano dalle pareti medio-ampie, che raccoglie il bouquet senza disperderlo; anche per una bollicina da abbinamento un tulipano un po' più largo della flute classica fa emergere meglio il profumo, mentre per il solo piacere delle bollicine la flute resta insuperabile. Gli altri errori riguardano l'ordine delle cose: prima arriva il piatto con il tartufo appena lamellato, poi si versa, non il contrario, e non aprire un vino dolce o un passito su una portata al tartufo. Se la cena prevede più passaggi, tieni bianchi e bollicine sugli antipasti e sulle uova e passa al rosso solo con la carne, così il profumo del Tuber magnatum resta riconoscibile in ogni portata.

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